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liriche
 
da "Il Signore degli Anelli"TORNA ALL'HOMEPAGE
 
 
 
 
Three verses from the Old Walking Song
Il canto della Strada (tre strofe)

The Road goes ever on and on
Down from the door where it began.
Now far ahead the Road has gone,
And I must follow, if I can,
Pursuing it with eager feet,
Until it joins some larger way
Where many paths and errands meet.
And wither then? I cannot say.
The Road goes ever on and on
Out from the door where it began.
Now far ahead the Road has gone,
Let others follow it who can!
Let them a journey new begin,
But I at last with weary feet
Will turn towards the lighted inn,
My evening-rest and sleep to meet.
Still round the corner there may wait
A new road or a secret gate;
And though I oft have passed them by,
A day will come at last when I
Shall take the hidden paths that run
West of the Moon, East of the Sun.

 



 
 
 
 

La Via prosegue senza fine
Lungi dall'uscio dal quale parte.
Ora la Via è fuggita avanti,
Devo inseguirla ad ogni costo
Rincorrendola con piedi alati
Sin all'incrocio con una più larga
Dove si uniscono piste e sentieri.
E poi dove andrò? Nessuno lo sa.
La Via prosegue senza fine
Lungi dall'uscio dal quale parte.
Ora la Via è fuggita avanti,
Presto, la segua colui che parte!
Cominci pure un nuovo viaggio,
Ma io che sono assonnato e stanco
Mi recherò all'osteria del villaggio
E dormirò un sonno lungo e franco
Voltato l'angolo forse si trova
Un ignoto portale o una strada nuova;
Spesso ho tirato oltre, ma chissà,
Finalmente il giorno giungerà,
E sarò condotto dalla fortuna
A est del Sole, ad ovest della Luna
 
Burial Song of Theoden
Il canto funebre per Theoden

Out of doubt, out of dark, to the day's rising
he rode singing in the sun, sword unsheathing.
Hope he rekindled, and in hope ended;
over death, over dread, over doom lifted
out of loss, out of life, unto long glory.
 


 
 
 
 

Dal dubbio, dal buio, al sorger del giorno
galoppò al sole, spada sguainata.
Speranza destò, in speranza partì;
oltre la morte, la paura ed il fato,
verso la pace, la speranza e la gloria.
 
 
The Eagle's Song
Il canto delle Aquile

Sing now, ye people of the Tower of Anor,
for the Realm of Sauron is ended for ever,
and the Dark Tower is thrown down.

Sing and rejoice, ye people of the Tower of Guard,
for your watch hath not been in vain,
and the Black Gate is broken,
and your King hath passed through,
and he is victorious.
Sing and be glad, all ye children of the West,
for your King shall come again,
and he shall dwell among you
all the days of your life.
And the Tree that was withered shall be renewed,
and he shall plant it in the high places,
and the City shall be blessed.
Sing all ye people!
 



 
 
 
 

Cantate ora, gente della Torre di Anor,
perchè il Regno di Sauron è finito per sempre,
e la Torre Oscura è crollata.

Cantate e gioite, gente della Torre di Guardia,
perchè non fu vana l'attesa,
e il Cancello Nero è spezzato,
e il vostro Re l'ha varcato,
ed egli è vittorioso.
Cantate e godete, tutti voi figli dell'Ovest,
perchè il vostro Re tornerà,
e in futuro in mezzo a voi vivrà
tutti i giorni della vita.
E l'Albero appassito rifiorirà,
ed egli nei luoghi alti lo pianterà,
e benedetta sarà la Città.
Cantate quindi, o gente!
 
Legolas' Song of the Sea
Canto del Mare (Legolas)

To the Sea, to the Sea! The white gulls are crying,
The wind is blowing, and the white foam is flying.
West, west away, the round sun is falling.
Grey ship, grey ship, do you hear them calling.
The voices of my people that have gone before me?
I will leave, I will leave the woods that bore me;
For our days are ending and our years failing.
I will pass the wide waters lonely sailing.
Long are the waves on the Last Shore falling,
Sweet are the voices in the Lost Isle calling,
In Eressea, in Elvenhome that no man can discover,
Where the leaves fall not: land of my people for ever!


 
 
 
 

Al Mare, al Mare! I bianchi gabbiani chiamano,
Il vento soffia, e le bianche schiume danzano.
Ad ovest, ad ovest, il sole sta tramontando.
Nave, nave grigia, stanno chiamando
Le voci di quelli già arrivati?
Lascerò, lascerò i boschi ove siam nati;
Stan finendo i nostri giorni quasi tutti,
Ed io traverserò da solo i flutti.
Lunghe son le onde sull'Ultima Spiaggia,
E dolce l'Isola Perduta che a partire incoraggia,
Ad Eressëa, Elfica Dimora che mai alcuno scoprire potrà,
Ove non cadon le foglie: terra della mia gente per sempre sarà!
Long live the Halflings!
Lunga vita ai Mezzuomini!

Long live the Halflings! Praise them with great praise!
Cuio i Pheriain anann! Aglar'ni Pheriannath!
Praise them sith great praise, Frodo and Samwise!
Daur a Berhael, Conin en Annun! Eglerio!
Praise them!
Eglerio!
A laita te, laita te! Andave laituvalmet!
Praise them!
Cormacolindor, a laita tarienna!
Praise them! The ring-bearers, praise them with great praise!



 
 
 
 

Lunga vita ai Mezzuomini! Onorateli con grandi onori!
Cuio i Periain! Aglar'ni Periannath!
Onorateli con grando onori, Frodo e Samvise!
Daur a Berhael, Conin en Annûn! Eglerio!
Onorateli!
Eglerio!
A laita te, laita te! Andave Laituvalmet!
Onorateli!
Cormacolindor, a laita tárienna!
Onorateli! I Portatori dell'Anello, onorateli con grandi onori!
Sam's Song in the Orc-tower
Sam nella torre degli orchi

In western lands beneath the Sun
the flowers may rise in Spring,
the trees may bud, the waters run,
the merry finches sing.
Or there maybe 'tis cloudless night
and swaying beeches bear
the Elven-stars as jewels white
amid their branching hair.
Though here at journey's end I lie
in darkness burried deep,
beyond all towers strong and high,
beyond all mountains steep,
above all shadows rides the Sun
and Stars for ever dwell:
I will not say the Day is done,
nor bid the Stars farewell.



 
 
 
 

Nelle terre d'Ovest ove il sole brilla
Nascono i boccioli in primavera,
fioriscono gli alberi, l'acqua zampilla,
gli uccelli cantan nella sera.
Son senza nubi le notti e son belle,
e portan dolcemente le betulle
come gemme bianche le elfiche Stelle
fra i loro capelli di fanciulle.
Del mio viaggio la fine è arrivata,
delle tenebre orribile è il peso,
ma oltre torre alta e alata,
oltre monte e pendio scosceso,
sulle ombre il Sole si è alzato
e le Stelle brillano in cielo.
Non dirò che il Giorno è passato,
che le Stelle portano un velo.
 
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The lawns of Lebennin
I prati di Lebennin

Silver flow the streams from Celos to Erui
In the green fields of Lebennin!
Tall grows the grass there. In the wind from the Sea
The white lilies sway,
And the golden bells are shaken of mallos and alfirin
In the green fields of Lebennin,
In the wind from the Sea!



 
 
 
 

Scorron d'argento i ruscelli da Celos ad Erui
A Lebennin nei prati verdi!
Alta è l'erba che cresce, e nel vento del Mare
Dondolano candidi gigli
E campanelli d'oro di mallos ed alfirin
A Lebennin nei prati verdi,
Nel vento del Mare!
Athelas
Athelas

When the black breath blows
and death's shadow grows
and all light pass,
come athelas! come athelas!
Life of the dying
In the king's hand lying!

Udimmo squillare i corni nei colli,
BQuando qui soffierà l'alito nero
E dell'ombra mortal verrà l'impero
E svanirà la luce ed il sereno,
Allora Athelas imploreranno!
Vita ad ogni morente
In mano al re sapiente
Battle of the Mounds
La Battaglia dei Tumuli

We heard of the horns in the hills ringing,
the swords shining in the South-kingdom.
Steeds went striding to the Stoningland
as wind in the morning. War was kindled.
There Théoden fell, Thengling mighty,
to his golden halls and green pastures
int he Northern fields never returning,
high lord of the host. Harding and Guthláf,
Dúnhere and Déorwine, doughty Grimbold,
Herefara and Herubrand, Horn and Fastred,
fought and fell there in a far country:
in the Mounds of Mundburg under mould they lie
with their league-fellows, lords of Gondor.
Neither Hirluin the Fair to the hills by the sea,
nor Forlong the old to the flowering vales
ever, to Arnach, to his own country
returned in triumph; nor the tall bowmen,
Derufin and Duilin, to their dark waters,
meres of Morthond under mountain-shadows.
Death in the morning and at day's ending
lords took and lowly. Long now they sleep
under grass in Gondor by the Great River.
Grey now as tears, gleaming silver,
red then it rolled, roaring water:
foam dyed with blood flamed at sunset;
as beacons mountains burned at evening;
red fell the dew in Rammas Echor.
 



 
 
 
 
Udimmo squillare i corni nei colli,
Brillavan le spade nel regno del Sud.
Al galoppo i cavalli verso pietralanda
Come vento al mattino. Scoppiava la guerra.
Lì cadde Théoden, possente figlio di Thengel,
E palazzi dorati e verdi pianure
Del reame del Nord non lo rividero,
Grande e nobile sire. Harding e Guthláf,
Dúnhere e Déorwine, il valoroso Grimbold,
Horn e Fastred, Herefara e Harebrand, Combattendo caddero in terra lontana:
Nei Tumuli di Mundburg giaccion sotto l'erba,
Accanto ai compagni, signori di Gondor.
Né Hirluin il Bello ai colli sul mare,
Né Forlong il Vecchio alle valli fiorite
In gloria e trionfo tornarono.
E mai più rividero gli altri arcieri
Derufin e Duilin, del Morthond le scure acque,
All'ombra delle montagne.
Morte al mattino ed al calar del giorno
Colse gli eroi. Dormiranno a lungo
Sotto l'erba presso il Grande Fiume.
Ora scorre grigio e splende come l'argento,
Allora scrosciava come acque ruggenti:
Ardeva di sangue la schiuma al tramonto,
Come roghi avvampavano i monti nella sera;
Rossa la rugiada nel Rammas Echor.
 
Eomer's Song
Canto di Eomer

Out of doubt, out of dark to the day's rising
I came singing in the sun, sword unsheathing.
To hope's end I rode and to heart's breaking:
Now for wrath, now for ruin and a red nightfall!

 
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Dal dubbio e dalle tenebre verso il giorno galoppai,
E cantando al sole la spada sguainai
Svanita ogni speme, lacero è il cuore:
Ci attende la collera, la rovina ed il notturno bagliore!
At Theoden's Death
Alla morte di Theoden

Mourn not overmuch! Mighty was the fallen,
meet was his ending. When his mound is raised,
women then shall weep. War now calls us!

Non piangete troppo! Nobile colui che cadde,
Degna la sua morte. Davanti alla sua tomba
Donne singhiozzeranno. La guerra ora ci chiama!
Eorlingas attack
La carica degli Eorlingas

Arise now, arise, Riders of Théoden!
Dire deeds awake, dark is it eastward.
Let horse be bridled, horn be sounded!
Forth Eorlingas!

Desti ora, desti, Cavalieri di Théoden!
Terribili eventi nell'oscuro Oriente.
Sellate i cavalli, suonate le trombe!
Avanti Eorlingas
Lament for Theoden
Canto funebre per Théoden

From dark Dunharrow in the dim morning
with thane and captain rode Thengel's son:
to Edoras he came, the ancient halls
of the Mark-wardens mist-enshrouded;
golden timbers were in gloom mantled.
Farewell he bade to his free people,
hearth and high-seat, and the hallowed places,
where long he had feasted ere the light faded.
Forth rode the king, fear behind him,
fate before him. Fealty kept he;
oaths he had taken, all fulfilled them.
Forth rode Theoden. Five nights and days
east and onward rode the Eorlingas
six thousand spears to Sunlending.
Mundburg the mighty under Mindolluin,
Sea-kings' city in the South-kingdom
foe-beleaguered, fire-encircled.
Doom drove them on. Darkness took them,
horse and horseman; hoofbeats afar
sank into silence: so the song tells us.
 
 
 
 

Dal buio Dunclivo nel cupo mattino
il figlio di Thengel partì col suo scudiero;
giunse ad Edoras, l'antico palazzo
del trono del Mark, velato da brume;
avvolte in tenebre le volte dorate.
Disse addio al suo libero popolo,
al focolare, al trono ed agli amati luoghi,
felici dimore prima dell'oscurità.
Avanzò il Re. Innanzi alui il destino.
Dietro la paura. Tutti fedeli furono,
e le promesse fatte anch'esse mantenute.
Avanzò Théoden. Cinque dì e cinque notti
sempre più ad est galopparono gli Eorlingas,
attraverso Falda e Fenmarch e Firien,
seimila lance per il Sunlending.
Ecco Mundburg si erge ai piedi del Mindolluin,
città dei re del Mare nel regno del Sud,
assediata dai nemici, cinta dal fuoco.
Il fato li spinse avanti. Le tenebre inghiottirono
uomini e cavalli; il rumore degli zoccoli svanì
nel lontano silenzio; questo narrano i menestrelli.
 
Malbeth the Seer's Words
La profezia di Malbeth

Over the land there lies a long shadow,
westward reaching wings of darkness.
The Tower trembles; to the tombs of kings
doom approaches. The Dead awaken;
for the hour is come for the oathbreakers:
at the Stone of Erech they shall stand again
and hear there a horn in the hills ringing.
Whose shall the horn be? Who shall call them
from the grey twilight, the forgotten people?
The heir of him to whom the oath they swore.
From the North shall he come, need shall drive him:
he shall pass the Door of the Paths of the Dead
 
 

Vedo già sulla terra una lunga ombra,
Mutarsi ad occidente in buia tenebra.
Trema la Torre; e vicino è il destino
Alle tombe dei re. Sorgono i Morti,
E giunta è l'ora per i traditori:
Di nuovo, in piedi sulla Roccia d'Erech,
Udran sui colli lo squillar di un corno.
Chi suonerà? Chi, dalle grigie tenebre,
Quella perduta gente chiamerà?
L'erede di colui che allor tradirono
Verrà dal Nord, sospinto dal bisogno,
E varcherà il Cancello che separa
Le nostre vie dai Sentieri dei Morti.
 
Sam's hymn to Elbereth Gilthoniel
Inno di Sam a Elbereth Gilthoniel

Gilthoniel A Elbereth!
A Elbereth Gilthoniel
o menel palan-diriel,
le nallon si di'nguruthos!
A tiro nin, Fanuilos!


 
 
 
 

Gilthoniel A Elbereth!
A Elbereth Gilthoniel
o menel palan-diriel,
le nallon si di'nguruthos!
A tiro nin, Fanuilos!
 
Oliphaunt
L'Olifante

Grey as a mouse,
Big as a house,
Nose like a snake,
I make the earth shake,
As I tramp through the grass;
Trees crack as I pass.
With horns in my mouth
I walk in the South,
Flapping big ears.
Beyond count of years
I stump round and round,
Never lie on the ground,
Not even to die.
Oliphaunt am I,
Biggest of all,
Huge, old, and tall.
If ever you'd met me
You wouldn't forget me.
If you never do,
You won't think I'm true;
But old Oliphaunt am I,
And never lie.
 

Come un topo son grigio
E grande come un edificio,
Il mio naso è un serpente
E il mio passo irruente
Fa tremare la terra
Molto più di una guerra.
Con due corna in bocca
Camminare mi tocca,
Sventolando l'orecchio.
M anon sono mai vecchio
Pur marciando parecchio,
Pur se supino mai,
Neanche per morire mi vedrai.
Io sono Olifante,
Il più importante,
Il più grosso e il più grande.
Se un giorno t'incontro
Non scorderai lo scontro;
Ma se non mi vedi,
So che non ci credi.
Eppur sono Olifante,
Il vecchietto ben portante.
Gollum's Riddle
L'indovinello di Gollum

Alive without breath;
as cold as death;
never thirsting, ever drinking;
clad in mail, never clinking.
Drowns on dry land,
thinks an island
is a mountain;
thinks a fountain
is a puff of air.
So sleek, so fair!
What a joy to meet!
We only wish
to catch a fish,
so juicy-sweet!

Vive senza respirare;
E' freddo come il mare;
Non beve e non ha mai sete;
Veste di maglia ma mai lo udirete.
Annega sui terreni asciutti
E prende per un monte
L'isola tra i flutti
E crede che una fonte
Sia l'aria che sbuffi
Sì lisci, sì buffi!
Che gioia fra le dita!
Vediam se ci riesce
Di prendere un pesce,
polpa saporita!
Gollum's Song
La canzone di Gollum

The cold hard lands,
they bites our hands,
they gnaws our feet.
The rocks and stones
are like old bones
all bare of meat.
But stream and pool
is wet and cool:
so nice for feet!
And now we wish-----

Terra fredda e dura
Che morde e tortura
Che rode le dita.
Rocce, sassi e macigni
Come vecchi ossi arcigni
Senza carne né vita.
Ma stagni e ruscelli
Son freschi, son belli;
La fatica è finita!
Vediam se ci riesce....
A Rhyme of Lore
Una rima di sapienza

Tall ships and tall kings
Three times three,
What brought they from the foundered land
Over the flowing sea?
Seven stars and seven stones
And one white tree.

Alte navi ed alti re
Tre volte tre,
Che portaron da terre sommerse
Oltre il mare in tempesta?
Sette stelle e sette pietre
E un albero bianco.
Gandalf's Riddle of the Ents
Il mistero degli Ent (Gandalf)

Ere iron was found or tree was hewn,
When young was mountain under moon;
Ere ring was made, or wrought was woe,
It walked the forests long ago

Prima che si scoprisse il ferro e s'abbeattesse il tronco fosco,
Quando giovane il monte era sotto la luna,
Non forgiato l'anello né scoperta sfortuna,
Lui camminava nel bosco
 
Gandalf's Song of Lorien
Il canto di Lorien (Gandalf)

In Dwimordene, in Lorien
Seldom have walked the feet of Men,
Few mortal eyes have seen the light
That lies there ever, long and bright.
Galadriel! Galadriel!
Clear is the water of your well;
White is the star in your white hand;
Unmarred, unstained is leaf and land
In Dwimordene, in Lorien
More fair than thoughts of Mortal Men

A Lorien, a Dwimordene
Gli Uomini han camminato raramente,
Pochi mortali han veduto splendente
La luce che vi brilla sempre.
Galadriel! Galadriel!
Limpida l'acqua del tuo pozzo lontano;
Bianca la stella nella tua bianca mano;
Candaidi e puri son foglia, terra e grano
A Lorien, a Dwimordene,
Più belli dei pensieri degli Uomini Mortali.
 
Lament of the Rohirrim
Lamento dei Rohirrim

Where now the horse and the rider? Where is the horn that was blowing?
Where is the helm and the hauberk, and the bright hair flowing?
Where is the hand on the harpstring, and the red fire glowing?
Where is the spring and the harvest and the tall corn growing?
They have passed like rain on the mountain, like a wind in the meadow;
The days have gone down in the West behind the hills into shadow.
Who shall gather the smoke of the dead wood burning,
Or behold the flowing years from the Sea returning?
 



 
 
 
 

Dove sono cavallo e cavaliere? Dov'è il corno dal suono violento?
Dove sono l'elmo e lo scudiere, e la fulgida capigliatura al vento?
Dov'è la mano sull'arpa, e il rosso fuoco ardente?
Dov'è la primavera e la messe, ed il biondo grano crescente?
Son passti come pioggia sulla montagna, come raffiche di vento in campagna;
I giorni scompaiono ad ovest, dietro i colli che un mare d'ombra bagna.
Chi riunirà il fumo del legno morto incandescente?
Chi tornerà dal Mare e potrà mirare il tempo lungo e fuggente?
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Galadriel's Messages
Messaggio di Galadriel

Where now are the Dunedain, Elessar, Elessar?
Why do thy kinsfolk wandar afar?
Near is the hour when the Lost should come forth,
And the Grey Company ride from the North.
But dark is the path appointed for thee:
The Dead watch the road that leads to the Sea.

Legolas Greenleaf long under tree
In joy thou hast lived. Beware of the Sea!
If thou hearest the cry of the gull on the shore,
They heart shall then rest in the forest no more
 



 
 
 
 

Elessar, Elessar, dove sono adesso i Dunedani?
Perchè sogliono i tuoi errar così lontani?
E' ora che i Perduti si facciano avanti,
Che arrivino i Grigi Compagni dal Nord su cavalli fumanti.
Ma buio è il sentiero ove dovrai camminare,
I Morti guardan la strada che porta sino al Mare.
Legolas Verdefoglia, a lungo nella foresta
Hai vissuto con gioia. Guardati dall'Onda!
Se il gabbiano odi gridar sulla sponda,
Il tuo cuor più non riposerà nella foresta
 
 
The Ents' Marching Song
Canto della marcia degli Ent

We come, we come with roll of drum: ta-runda runda runda rom!
We come, we come with horn and drum: ta-runa runa runa rom!
To Isengard! Though Isengard be ringed and barred with doors of stone;
Though Isengard be strong and hard, as cold as stone and bare as bone,
We go, we go, we go to war, to hew the stone and break the door;
For bole and bough are burning now, the furnace roars - we go to war!
To land of gloom with tramp of doom, with roll of drum, we come, we come;
To Isengard with doom we come!
With doom we come! With doom we come!
 



 
 
 
 

Veniam, veniam, con con rombo di tamburo: ta-runda runda runda rom!
Veniam, veniam, con corno e con tamburo: ta-runa runa rom!

Isengard! Anche se sei protetto da un maledetto, da monti e da ponti, noi faremo i conti!
Isengard! Anche se sei forte e violento, freddo come vento, duro e cruento, è giunto il momento,
E' giunta la guerra e trema la terra, sfonderem la pietra e la porta tetra!
Bruciano il tronco ed il ramo, e noi andiamo,e noi marciamo
Con passo più duro di sasso, più grave di masso, con tono cavernoso e basso.
A Isengard portiamo sconquasso e fracasso,
Sterminio e distruzione, scompiglio e perdizione!
 
Bregalad's Song
Il canto di Bregalad

O Orofarnë, Lassemista, Carnimírië!
O rowan fair, upon your hair how white the blossom lay!
O rowan mine, I saw you shine upon a summer's day,
Your rind so bright, your leaves so light, your voice so cool and soft;
Upon your head how golden-red the crown you bore aloft!
O rowan dead, upon your head your hair is dry and grey;
Your crown is spilled, your voice is stilled for ever and a day.
O Orofarnë, Lassemista, Carnimírië!
 



 
 
 
 

Oh Orofarnë, Lassemista, Carnimírië!
Oh dolce sorbo, come splendeva bianco sul tuo capo il fiore!
Oh sorbo mio, in un giorno d'estate io scorsi il tuo bagliore!
Corteccia lucente, voce limpida e dolce, fogliame fresco e leggero;
Era rosso-oro la grande corona che in capo portavi altero!
Oh sorbo mio addio! La tua chioma morta grigia e secca è ormai;
La corona è caduta, la tua voce è perduta e per noi più non canterai.
Oh Orofarnë, Lassemista, Carnimírië!
 
 
The Ent and the Ent-wife
L'Ent e l'Entessa

ENT. When Spring unfolds the beechen leaf, and sap is in the bough;
When light is on the wild-wood stream, and wind is on the brow;
When stride is long, and breath is deep, and keen the mountain-air,
Come back to me! Come back to me, and say my land is fair!

ENTWIFE. When Spring is come to garth and field, and corn is in the blade;
When blossom like a shining snow is on the orchard laid;
When shower and Sun upon the Earth with fragrance fill the air,
I'll linger here, and will not come, because my land is fair.
ENT. When Summer lies upon the world, and in a noon of gold
Beneath the roof of sleeping leaves the dreams of trees unfold;
When woodland halls are green and cool, and wind is in the West,
Come back to me! Come back to me, and say my land is best!
ENTWIFE. When Summer warms the hanging fruit and burns the berry brown;
When straw is gold, and ear is white, and harvest comes to town;
When honey spills, and apple swells, though wind be in the West,
I'll linger here beneath the Sun, because my land is best!
ENT. When winter comes, the winter wild that hill and wood shall slay;
When trees shall fall and starless night devour the sunless day;
When wind is in the deadly East, then in the bitter rain
I'll look for thee, and call to thee; I'll come to thee again

ENTWIFE. When Winter comes, and singing ends; when darkness falls at last;
When broken is the barren bough, and light and labour past;
I'll look for thee, and wait for thee, until we meet again:
Together we will take the road beneath the bitter rain!
BOTH. Together we will take the road that leads into the West,
And far away will find a land where both our hearts may rest.
 


 
 
 
 

ENT. Quando Primavera apre le foglie di faggio, e la linfa scorre nei rami;
Quando luce scintilla sul rapido torrente, e vento soffia sui colli lontani;
Quando è lungo il passo e profondo il respiro, e pura l'aria di montagna,
Ritorna a me! Ritorna a me, e di' ch'è bella la mia compagna!
ENTESSA. Quando Primavera è nei campi e nei giardini, e sullo stelo di grano;
Quando candidi fiori come neve splendente coprono il frutteto nel piano;
Quando sole e nembo empion di fragranza terra e aria,
Io resto qui, non torno a te, perchè amo la mia campagna varia.
ENT. Quando l'Estate avvolge la terra in un meriggio d'oro;
Quando sotto le fronde di foglie dormienti gli alberi sognano e sussurrano in coro;
Quando nei boschi son verdi e fresche le radure, e vento soffia da occidente,
Ritorna a me! Ritorna a me, di' che la mia terra è più attraente!
ENTESSA. Quando Estate riscalda la bacca matura e il dolce frutto ormai pronto;
Quando d'oro è la paglia e bianca la spiga, ed assaporiamo il raccolto;
Quando trabocca di miele e si gonfia la mela, pur se vento soffia da occidente,
Io resto qui, non torno a te, perchè la mia terra è più attraente!
ENT. Quando verrà l'Inverno, dilaniando colline e boschi;
Quando cadranno gli alberi e giorni e notti saran foschi;
Quando soffiar da est il vento micidiale sentirò,
Nella bufera ti cercherò, nella bufera t'invocherò, e da te di nuovo tornerò!
ENTESSA. Quando verrà l'Inverno e finiranno i canti, e dovunque regnerà l'oscurità;
Quando il ramo nudo vedrò rotto, ed ogni opera distrutta sarà;
Ti cercherò, ti attenderò, e un dì ci ritroveremo:
Insieme allora nella bufera a fianco a fianco cammineremo!
INSIEME. Insieme allora nella bufera a fianco a fianco ad ovest ce ne andremo,
Ed una terra ove ambedue i nostri cuori riposar potranno troveremo.
 
Treebeard's memories
I ricordi di Barbalbero

In the willow-meads of Tasarinan I walked in the Spring.
Ah! the sight and the smell of the Spring in Nan-tasarion!
And I said that was good.
I wandered in Summer in the elm-woods of Ossiriand.
Ah! the light and the music in the Summer by the
Seven Rivers of Ossir!
And I thought that was best.
To the beeches of Neldoreth I came in the Autumn.
Ah! the gold and the red and the sighing of leaves in the
Autumn in Taur-na-neldor!
It was more than my desire.
To the pine-trees upon the highland of Dorthonion I
climbed in the Winter.
Ah! the wind and the whiteness and the black branches
of Winter upon Orod-na-Thön!
My voice went up and sang in the sky.
And now all those lands lie under the wave,
And I walk in Ambarona, in Tauremorna, in Aldalóm',
In my own land, in the country of Fangorn,
Where the roots are long,
And the years lie thicker than the leaves
In Tauremornalóme'.


 
 
 
 

Fra salici e prati a Tasarinan passeggiavo in Primavera.
Ah! la vista e il profumo di Primavera a Nan-tasarion!
Dicevo: "E' bello!".
Nei boschi di olmi d'Ossiriand erravo d'Estate.
Ah! le luci ed i suoni d'Estate
fra i Sette Fiumi di Ossir!
Pensavo ch'era ancor meglio.
Ai faggi di Neldoreth giungevo infine in Autunno.
Ah! il rosso e l'oro ed il fremer di foglie d'Autunno a Taur-na-neldor!
Colmava ogni mio desiderio.
Sino ai pini degli altipiani di Dorthonion salivo d'Inverno.
Ah! il vento e il bianco e il nero dei rami d'Inverno a Orod-na-Thôn!
S'innalzava il mio canto nei cieli.
Ed ora sommerse dall'onda son quelle terre.
E io cammino attraverso Ambarona, Tauremorna, Aldalómë,
Attraverso il mio territorio, il paese di Fangorn,
Ove lunghe son le radici,
E più fitti che foglie gl'innumerevoli anni
A Tauremornalómë.
The Long List of the Ents
La lunga lista degli Ent

Learn now the lore of Living Creatures!
First name the four, the free peoples:
Eldest of all, the elf-children;
Dwarf the delver, dark are his houses;
Ent the earthborn, old as mountains;
Man the mortal, master of horses;

Beaver the builder, buck the leaper,
Bear bee-hunter, boar the figher;
Hound is hungry, hare is fearful...
Eagle in eyrie, ox in pasture,
Hart horn-crowned; hawk is swiftest,
Swan the whitest, serpent coldest...
Add by Treebeard:
Ents the earthborn, old as mountains,
the wide-walkers, water drinking;
and hungry as hunters, the Hobbit children.
the laughing folk, the little people.
 



 
 
 
 

Impara ora la storia degli Esseri Viventi,
Ricorda che son quattro le libere genti.
Elfi vengono quelli più antichi chiamati,
Nani gli scavatori delle buie dimore,
Ent i vecchi come i monti e dalla terra nati,
Uomo infine il mortale, dei cavalli il signore.

Castoro il costruttore, daino il saltatore,
Orso il cacciator d'api, cinghiale il lottatore,
Cane affamato, coniglio spaventato...
Aquila rapace, bue nei campi,
Cervo di corna incoronato, falco veloce ed alato;
Cigno il più bianco, serpente il più freddo...
Aggiunto da Barbalbero:
Ent vecchi come monti e dalla terra nati,
grandi camminatori e bevitori d'acqua;
Hobbit bimbi allegri e sempre affamati,
popolo ridente, di piccola gente.
 
Imn for Gondor
Inno per Gondor

Gondor! Gondor, between the Mountains and the Sea!
West Wind blew there; the light upon the Silver Tree
Fell like bright rain in gardens of the Kings of old.
O proud walls! White towers! O wingéd crown and
throne of gold!
O Gondor, Gondor! Shall Men behold the Silver Tree,
Or West Wind blow again between the Mountains and the Sea?


 
 
 
 

Gondor! Gondor! Terra fra i Monti e il Mare!
Dove soffiava il Vento d'Ovest, e sull'Albero d'Argento la luce pare
Brillante pioggia nei parchi dei Re che più fra noi non sono.
Oh prodi mura! Oh torri bianche! Corona alata e dorato trono!
Oh Gondor! Gondor! Vedran più gli Uomini l'Albero d'Argento,
E tra i Monti e il Mare soffierà più il Vento?
Lament for Boromir
Canto funebre di Boromir

Through Rohan over fen and field where the long grass grows
The West Wind comes walking, and about the walls it goes.
'What news from the West, O wandering wind, do you bring to me tonight?
Have you seen Boromir the Tall by moon or by starlight?'

'I saw him ride over seven streams, over waters wide and grey;
I saw him walk in empty lands, until he passed away
Into the shadows of the North. I saw him then no more.
The North Wind may have heard the horn of the son of Denethor.'
'O Boromir! From the high walls westward I looked afar,
But you came not from the empty lands where no men are.'
From the mouths of the Sea the South Wind flies, from the sandhills and the stones;
The wailing of the gulls it bears, and at the gate it moans.
'What news from the South, O sighing wind, do you bring to me at eve?
Where now is Boromir the Fair? He tarries and I grieve.'
'Ask not of me where he doth dwell - so many bones there lie
On the white shores and the dark shores under the stormy sky;
So many have passed down Anduin to find the flowing Sea.
Ask of the North Wind news of them the North Wind sends to me!'
'O Boromir! Beyond the gate the seaward road runs south,
But you came not with the wailing gulls from the grey sea's mout.'
From the Gate of Kings the North Wind rides, and past the roaring falls;

And clear and cold about the tower its loud horn calls.
'What news from the North, O mighty wind, do you bring to me today?
What news of Boromir the Bold? For he is long away.'
'Beneath Amon Hen I heard his cry. There many foes he fought.
His cloven shield, his broken sword, they to the water brought.
His head so proud, his face so fair, his limbs they laid to rest;
And Rauros, golden Rauros-falls, bore him upon its breast.'
'O Boromir! The Tower of Guard shall ever northward gaze
To Rauros, golden Rauros-falls, until the end of days.'
 



 
 
 
 

Su Rohan, su campi e stagni, tra l'erba verde e alta,
Soffia il Vento dell'Ovest, e il muro e il vallo assalta.
«Che nuove stanotte per me, o Vento dell'Ovest vagante?
Boromir l'Alto vedesti, al chiaro di luna o al sole avvampante?».

«Sette torrenti passò cavalcando, grigi e ruggenti;
L'ho visto in terre deserte, solo, inseguire i venti
E l'ombre del Nord, per sempre. Ha udito il Vento del Nord,
Forse, suonare il corno del figlio di Denethor».
«O Boromir!, dalle mura gurdo a ovest, cercandoti invano,
Ma tu più non sei tornato dal buio deserto lontano».

Soffia il Vento del Sud, da dune e scogliere, dal Mare,
Con voce tremante, e porta fin qui del gabbiano il gridare.
«Che nuove dal Sud per me, o vento che spiri fremendo?
Dov'è Boromir il Bello? Tarda, ansioso lo attendo».
«Non chiedermi dove egli sia...Le ossa son molte
Sui neri scogli e sulla bianca rena, nelle cupe notti sconvolte;
Tanti, in cerca del Mare, dell'Anduin solcan la via.
Chiedi al Vento del Nord che ne è di quelli che m'invia!».
«O Boromir! Là dove geme il Vento, la via porta a sud verso il Mare,
Ma tu non giungi al grido dei gabbiani, dalle grige sponde del Mare».
Dalla Porta dei Re soffia il Vento del Nord, sopra rapide e forre;
Freddo e limpido il suo richiamo scroscia e tuona intorno alla torre.
«Che notizie dal Nord, o vento possente, rechi oggi per me?
Che ne fu di Boromir l'Intrepido, che da tempo qui più non è?».
«Sotto Amon Hen gridava, oppresso da molti nemici.
L'elmo rotto, la spada in frantumi, alle acque l'affidaron gli amici.
Il capo fiero e il bel volto alla morte han consegnato.
E Rauros, le rapide d'oro, lontano con sé l'ha portato».
«Boromir! La Torre di Guardia sempre a nord rivolta sarà,
Verso Rauros, le rapide d'oro, sino all'ultimo dì che verrà».
 
Galadriel's Song of Eldamar
Il canto degli Eldmar

Ai! laurie lantar lassi surinen,
Yeni unotime ve ramar aldaron!
Yeni ve linte yuldar avanier
mi oromardi lisse-miruvoreva
Andune pella, Vardo tellumar
nu luini yassen tintilar i eleni
omaryo airetari-lirinen.

Si man i yulma nin enquantuva?
An si Tintalle Varda Oiolosseo
ve fan yar maryat Elentari ortane
ar ilye tier undulave lumbule;
ar sindanoriello caita mornie
i falmalinnar imbe met, ar hisie
untupa Calaciryo miri oiale.
Si vanwa na, Romello vanwa, Valimar!
Namarie! Nai hiruvalye Valimar.
Nai elye hiruva. Namarie!
 



 
 
 
 

Ai! laurie lantar lassi surinen,
Yeni unotime ve ramar aldaron!
Yeni ve linte yuldar avanier
mi oromardi lisse-miruvoreva
Andune pella, Vardo tellumar
nu luini yassen tintilar i eleni
omaryo airetari-lirinen.

Si man i yulma nin enquantuva?
An si Tintalle Varda Oiolosseo
ve fan yar maryat Elentari ortane
ar ilye tier undulave lumbule;
ar sindanoriello caita mornie
i falmalinnar imbe met, ar hisie
untupa Calaciryo miri oiale.
Si vanwa na, Romello vanwa, Valimar!
Namarie! Nai hiruvalye Valimar.
Nai elye hiruva. Namarie!
 
Galadriel's Messages
L'addio di Galadriel

I sang of leaves, of leaves of gold, and leaves of gold there grew:
Of wind I sang, a wind there came and in the branches blew.
Beyond the Sun, beyond the Moon, the foam was on the Sea,
And by the strand of Ilmarin there grew a golden Tree.
Beneath the stars of Ever-eve in Eldamar it shone,
In Eldamar beside the walls of Elven Tirion.
There long the golden leaves have grown upon the branching years,
While here beyond the Sundering Seas now fall the Elven-tears.
O Lorien! The Winter comes, the bare and leafless Day;
The leaves are falling in the stream, the River flows away.
O Lorien! Too long I have dwelt upon this Hither Shore
And in a fading crown have twined the golden elanor.
But if of ships I now should sing, what ship would come to me,
What ship would bear me ever back across so wide a Sea?
 



 
 
 
 

Cantavo di foglie, di foglie dorate, e sulle foglie l'oro brillava,
Cantavo del vento, ed il vento incatato tra le fronde e le foglie giocava.
Al lume del sole, al raggio di luna, sul mare brillava la schiuma.
Un albero d'oro, ad Ilmarin ermo, su lidi e su spiagge profuma.

Al lume di stelle di Sempre-vespro esso si veda brillar,
Ai piedi delle mura di Elven Tirion, rifulgeva ad Eldamar.
Ivi da anni ed anni crescono le foglie d'oro,

Qui sui Mari Nemici gli Elfi piangono in coro.
Oh Lorien! Giunge l'inverno, l'Ora nuda e spoglia,
Il Fiume fugge via e trascina con sé la foglia.
Oh Lorien! Sulla Riva Citeriore troppo tempo ho passato,
Sbiadita è la mia corona d'elanor dorato.
Ma se adesso di navi dovessi cantare, qual nave vedrei arrivare,
Qual mare potrebbe ormai portare Galadriel al di là del mare?
 
Frodo's Lament for Gandalf
Canto funebre per Gandalf (Frodo)

When evening in the Shire was grey
his footsteps on the Hill were heard;
before the dawn he went away
on journey long without a word.

From Wilderland to Western shore,
from nothern waste to southern hill,
through dragon-lair and hidden door
and darkling woods he walked at will.
With Dwarf and Hobbit, Elves and Men,
with mortal and immortal folk,
with bird on bough and beast in den,
in their own secret tongues he spoke.
A deadly sword, a healing hand,
a back that bent beneath its load;
a trumpet-voice, a burning brand,
a weary pilgrim on the read.
A lord of wisdom throned he sat,
swift in anger, quick to laugh;
an old man in a battered hat
who leaned upon a thorny staff.
He stood upon the bridge alone
and Fire and Shadow both defied;
his staff was broken on the stone,
in Khazad-dum his wisdom died.
And Sam added:
The finest rockets ever seen:
they burst in stars of blue and green,
or after thunder golden showers
came falling like a rain of flowers.
 



 
 
 
 

Grigia era la sera nella Contea,
Il suo passo si udì sulla Collina;
Ma prima che brillasse l'alba argentea,
Già era partito per la sua via.

Dalle Terre Selvagge agli occidentali lidi,
Dai deserti del Nord ai colli verdeggianti,
Nel covo del drago e nei nascosti nidi
Egli camminò a lungo nei boschi ombreggianti.
Con Hobbit e con Elfi, con Uomini e con Nani,
Con coloro che non muoiono e con i mortali,
Con la bestia nel covo e l'uccello sui rami,
Egli sapea parlare le lingue locali.
Voce squillante, mano che guarisce,
Una schiena curva sotto il grave peso,
Bastone che guida, spada che ferisce,
Un pellegrino stanco sul sentiero scosceso.
In sapienza ed in saggezza egli era signore,
Un vecchio dal cappello antico e corroso,
Alla collera e al riso pronto a tutt'ore,
Appoggiato sul suo fedele bastone nodoso.
Solo si ergea sul ponte,
Sfidando sia il fuoco che l'ombra;
Rotto il bastone nel monte,
Khazad-dûm fu la sua tomba.
E Sam aggiunge:
I razzi ed i fuochi più belli del mondo,
Le stelle dal verde e dal blu più giocondo,
Il rombo d'un tuono e le scintille infocate
Cadono come pioggia di gocce dorate.
 
Nimrodel's story
La storia di Nimrodel

An Elvin-made there was of old,
A shining star by day:
Her mantle white was hemmed with gold,
Her shoes of silver-grey.

A star was bound upon her brows,
A light was on her hair
As sun upon the golden boughs
In Lórien the fair.
Her hair was long, her limbs were white,
And fair she was and free;
And in the wind she went as light
As leaf on linden-tree.
Beside the falls of Nimrodel,
By water clear and cool,
Her voice as falling silver fell
Into the shining pool.
Where now she wanders none can tell,
In sunlight or in shade;
For lost of yore was Nimrodel
And in the mountains strayed.
The elven-ship in haven grey
Beneath the mountain-lee
Awaited her for many a day
Beside the roaring sea.
A wind by night in Norhtern lands
Arose and loud it cried,
And drove the ship from elven-strands
Across the streaming tide.
When dawn came dim the land was lost,
The mountains sinking grey
Beyond the heaving waves that tossed
Their plumes of blinding spray.
Amroth beheld the fading shore
Now low beyond the swell,
And cursed the faithless ship that bore
Him far from Nimrodel.
Of old he was an Elven-king,
A lord of tree and glen,
When golden were the boughs in spring
In fair Lothlórien.
From helm to see they saw him leap,
As arrow from the string,
And dive into the water deep,
As mew upon the wing.
The wind was in his flowing hair,
The foam about him shone;
Afar they saw him strong and fair
Go riding like a swan.
But from the west has come no word,
And on the Hither Shore
No tidings Elven-folk have heard
Of Amroth evermore.
 



 
 
 
 

Elfica fanciulla d'un tempo passato,
Stella che brilla al vento,
Bianco il suo mantello e d'oro bordato
E le scaroe grigio argento.

Una stella sulla sua fronte,
Una luce nei suoi capelli,
Il sole brilla tra le fronde
A Lórien dei giorni belli.
Lunghi i capelli, bianca la pelle, chiara la voce
Della libera fanciulla volante
Nell'aria e nel vento come luce veloce,
Come sul tiglio foglia vibrante.
Nel Nimrodel fra le cascate
Dalle acque chiare e spumeggianti
La sua voce come gocce argentate
Squillava tra i flutti scintillanti.
Nessuno sa per quali alti valichi
Se all'ombra o al sole ella errando vada,
Perchè Nimrodel smarrita in tempi antichi
E persa fu nei monti e nella rugiada.
Nei rifugi oscuri la elfica nave,
Sotto il riparo del monte,
Da giorni e giorni l'aspettava
Nelle rugenti acque profonde.
Un canto al Nord si levò di notte,
Ululava e gemea,
E trascinò via dai porti le navi a frotte
Nella potente marea.
Pallida venne l'alba e le terre fuggivano.
Grigio svaniva il monte
Oltre le grandi onde che violente muggivano
E spumeggiavano sino all'orizzonte.
Amroth le spiagge ed i lidi mirava
Oltre l'onda sollevata,
Odiando la nave infida che l'allontanava
Da Nimrodel la sua adorata
Egli Re Elfico anticamente era,
Signore d'albero e di radura,
Quando d'oro brillavano i rami in primavera
A Lothlórien la pura.
Lo videro balzare dal timone nel mare
Come la freccia dalla corda tesa,
E nelle acque profonde nuotare
Come il gabbiano sull'onda protesa.
Il vento impetuoso nel fluente capello,
La schiuma lo avvolgeva tutto,
Lungi lo videro possente e bello
Attraversare il flutto.
Ma da ovest non è giunto messaggio
E sul vicino lido incantato
Gli Elfi nulla sanno del viaggio
Di Amroth loro re adorato.
 
Song of Durin
Il Canto di Durin

The world was young, the mountains green,
No stain yet on the Moon was seen,
Np words were laid on stream or stone
When Durin woke and walked alone.
He named the nameless hills and dells;
He drank from yet untasted wells;
He stooped and looked in Mirrormere,
And saw a crown of stars appear,
As gems upon a silver thread,
Above the shadow of his head.
The world was fair, the mountains tall,
In Elder Days before the fall
Of mighty kings in Nargothrond
And Gondolin, who now beyond
The Western Sea have passed away:
The world was fair in Durin's Day.
A king he was on carven throne
In many-pillared halls of stone
With golden roof and silver floor,
And runes of power upon the door.
The light of sun and star and moon
In shining lamps of crystal hewn
Undimmed by cloud or shade of night
There shone for ever fair and bright.
There hammer on the anvil smote,
There chisel clove, and graver wrote;
There forged was blade, and bound was hilt;
The delver mined, the mason built.
There beryl, pearl, and opal pale,
And metal wrought like fishes' mail,
Buckler and corslet, axe and sword,
And shining spears were laid in hoard.
Unwearied then were Durin's folk;
Beneath the mountains music woke:
The harpers harped, the minstrels sang,
And at the gates the trumpets rang.
The world is grey, the mountains old
The forge's fire is ashen-cold;
No harp is wrung, no hammer falls;
The darkness dwells in Durin's halls;
The shadow lies upon his tomb
In Moria, in Khazad-dum.
But still the sunken stars appear
In dark and windless Mirrormere;
There lies his crown in water deep,
Till Durin wakes again from sleep.
 



 
 
 
 

Giovane era il mondo, e le montagne verdi
Ancora sulla Luna macchia non era da vedervi,
Nessuna parola su fiume o rupe eretta in aria,
Quando Durin destatosi camminò in terra solitaria.
Diede nome ad anonimi colli e vallate,
Bevette da sorgive ancor mai assagiate;
Egli si chinò per guardare nel Mirolago,
E di una corona di stelle vide il contorno vago;
Parean gemme incastonate in argento,
Sulle ombre del suo bel capo intento.
Bello era il mondo, ed alti i monti ignoti,
Prima della caduta, nei Tempi Remoti,
Dei potenti re che son fuggiti via
Da Nargothrond o Gondolin che sia
Dai Mari Occidentali sull'altra sponda:
Ai tempi di Durin la terra era gioconda.
Era re su si un trono intarsiato
Fra saloni dal gran colonnato;
Sul capo i soffitti d'argento,
Su porte le rune del potere, e d'oro il pavimento.
Di sole, luna e stelle il bagliore infocato
Nei lampadari lucidi di cristallo molato,
Che sempre splendidi e imponenti brillavano,
E che mai nubi ed ombre di notte offuscavano.
Ivi colpiva l'incudine il martello,
Ivi l'incisor scriveva, ed oprava lo scalpello;
Ivi forgiata la lame ed all'elsa unita,
Ivi minator scavava e murator costruiva con fatica.
Ivi gemme perle ed opale iridescente,
E metallo lavorato come maglie di rete incandescente.
Ivi scudi e corazze, acse, spade e pugnali,
E le trombe squillavano ai cancelli.
Il popolo di Durin mai non si stancava;
Sotto le montagne la musica suonava:
Fremevano le arpe, cantavano i menestrelli,
E le trombe squillavano ai cancelli.
Il mondo è grigio e le montagne anziane,
Nelle fucine, le fredde ceneri sono del fuoco un ricordo lontano.
Nessun'arpa vibrante, nessun ritmo di martelli.
Regna l'oscurità su miniere e castelli;
Sulla tomba di Durin incombe fosca l'ombra,
A Moria, a Khazad-dûm.
Ma ancora appaiono le stelle morenti
Nel Mirolago oscuro e senza venti.
Là giace in abissi d'acque di Durin la corona,
Lì si risveglierà, quando sarà giunta l'ora.
 
 
plates !
piatti !

I sit beside the fire and think
of all that I have seen,
of meadow-flowers and butterflies
in summers that have been;
Of yellow leaves and gossamer
in autumns that there were,
with morning mist and silver sun
and wind upon my hair.
I sit beside the fire and think
of how the world will be
when winter comes without a spring
that I shall ever see.
For still there are so many things
that I have never seen:
in every wood in every spring
there is a different green.
I sit beside the fire and think
of people long ago,
and people who will see a world
that I shall never know.
But all the while I sit and think
of times there were before,
I listen for returning feet
and voices at the door
 



 
 
 
 

Seduto accanto al fuoco, rifletto
Su tutto quel che ho visto
Sulle farfalle ed i fiori dei campi
In *estasi ormai da me distanti

Penso a foglie giale e a tele di ragno
In autunni che più non torneranno
Alle nebbiose mattine, e al sole d'argento,
E ai miei capelli agitati dal vento.
Seduto accanto al fuoco, rifletto
Al mondo che sarà,
Quando l'inverno un giorno giungerà,
Ma della primavera io non vedrò l'aspetto.
Vi sono infatti tante e tante cose
Che io purtroppo ancora non conosco:
Diversi in ogni prato ed in ogni bosco
Il verde ed il profumo delle rose.
Seduto accanto al fuoco, rifletto
Ai popoli vissuti tanto tempo fa,
Ed a coloro che vedranno un mondo
Che a me per sempre ignoto resterà
Ma mentre lì seduto rifletto
Sui tempi che fuggiron veloci
Ascolto in ansia ed aspetto
Il ritorno di passi e di voci.
 
Winter in Wild
Inverno nelle Terre Selvagge

When winter first begins to bite
and stones crack in the frosty night,
when pools are black and trees are bare,
'tis evil in the Wild to fare.


 
 
 
 

Quando incomincia a mordere l'inverno
E nella notte gelida scricchiano i sassi,
Quando gli stagni son neri, e gli alberi tutti spogli,
E' nefasto per le Terre Selvagge avviare i propri passi.
Boromir's Riddle
L'enigma di Boromir

Seek for the Sword that was broken:
In Imladris it dwells;
There shall be counsels taken
Stronger than Morgul-spells.
There shall be shown a token
That Doom is near at hand,
For Isildur's Bane shall waken,
And the Halfling forth shall stand


 
 
 
 

Cerca la Spada che fu rotta,
A Imaldris la troverai;
I consigli della gente dotta
Più forti di Morgul avrai.
Lì un segno verrà mostrato,
Indice che il Giudizio è vicino,
Il Flagello d'Isildur s'è svegliato,
Ed il Mezzuomo è in cammino
Song of Eärendil
Canto di Eärendil

Eärendil was a mariner
that tarried in Arverinien;
he built a boat of timber felled
in Nembrethil to journey in;
his sails he wove of silver fair,
of silver were her lanterns made,
her prow was fashioned like a swan,
and light upon her banners laid.

In panoply of ancient kings;
in chainéd rings he armoured him;
his shining shield was scored with runes
to ward all wounds and harm from him;
his bow was made of dragon-horn,
his arrows shorn of ebony;
of silver was his habergeon,
his scabbard of chalcedony;
his sword of steel was valiant,
of adamant his helmet tall,
an eagle-plume upon his crest,
upon his breast an emerald.
Beneath the moon and under star
he wandered far from northern strands,
bewildered on enchanted ways
beyond the days of mortal lands.
From gnashing of the Narrow Ice
where shadow lies on frozen hills,
from nether heats and burning waste
he turned in haste and roving still
on starless waters far astray
at last he came to Night of Naught,
and passed, and never sight he saw
of shining shore nor light he sought.
The winds of wrath came driving him,
and blindly in the foam he fled
from west to east and errandless,
unheralded he homeward sped.
There flying Elwing came to him,
and flame was in the darkness lit;
more bright than light of diamond
the fire upon her carcanet.
The Silmaril she bound on him
and crowned him with the living light,
and dauntless then with burning brow
he turn his prow; and in the night
from other world beyond the Sea
there strong and free a storm arose,
a wind of power in Tarmenel;
by paths that seldom mortal goes
his boat it bore with biting breath
as might of death across the grey
and long-forsaken seas distressed:
from east to west he passed away.
Through Evernight he back was borne
on black and roaring waves that ran
o'er leagues unlit and foundered shores
that drowned before the Days began,
until he hears on strands of pearl
where ends the world the music long,
where ever-foaming billows roll
the yellow gold and jewels wan.
He saw the Mountain silent rise
where twilight lies upon the knees
of Valinor, and Eldamar
beheld afar beyond the seas.
A wanderer escaped from night
to haven white he came at last,
to Elvenhome the green and fair
where keen the air, where pale as glass
beneath the hill of Ilmarin
a-glimmer in a valley sheer
the lamplit towers of Tirion
are mirrored in the Shadowmere.
He tarried there from errantry,
and melodies they taught him,
and sages of old him marvels told,
and harps of gold they brought to him.
They clothed him then in elven-white,
and seven lights before him sent,
as through the Calacirian
to hidden lands alone he went.
He came unto the timeless halls
where shining fall the countless years,
and endless reigns the Elder King
in Ilmarin on Mountain sheer;
and words unheard were spoken then
of folk of Men and Elvin-kin,
beyond the world were visions showed
forbid to those that dwell therein.
A ship then new they built for him
of mithril and of elven glass
with shining prow; no shaven oar
nor sail she bore on silver mast:
the Silmaril was lantern light
and banner bright with living flame
to gleam thereon by Elbereth
herself was sent, who thither came
and wings immortal made for him,
and laid on him undying doom,
to sail the shoreless skies and come
behind the Sun and light of Moon.
From Evereven's lofty hills
where softly silver fountians fall
his wings him bore a wandering light,
beyond the mighty Mountain Wall.
From World's End then he turned away,
and yearned again to find afar
his home through shadows journeying,
and burning as an island star
on high above the mists he came,
a distant flame before the Sun,
a wonder ere the waking dawn
where grey the Norland waters run.
And over Middle-earth he passed
and heard at last the weeping sore
of women and of elven-maids
In Elder Days, in years of yore.
But on him mighty doom was laid,
till Moon should fade, an orbéd star
to pass, and tarry never more
on Hither Shores were mortals are;
or ever still a herald on
an errand that should never rest
to bear his shining lamp afar,
the Flammifer of Westernesse.
 



 
 
 
 

Eärendil era uomo di mare,
Eppur si attardava ad Arvernien;
Costruì una barca di legno
Per recarsi sino a Nimbrethil;
D'argento tessute le vele;
D'argento eran pure le lanterne,
E la prua in forma di cigno,
E la luce sulle bandiere.

Un'armatura dei re antichi,
In maglia di anelli intrecciati;
Sullo scudo intagliate le rune
Contro tutti i pericoli e i mali;
Un arco di corno di drago,
Le frecce di ebano duro,
D'argento splendente la cinta,
E il fodero di crisopazio;
Valorosa la spada d'acciaio,
Inflessibile l'elmo orgoglioso
Sormontato da una piuma d'aquila;
Uno smeraldo gli splendea sul petto.
Sotto la Luna e sotto le stelle
dai nordici lidi andò vagabondando,
Per meravigliosi sentieri incantati,
Sino ad un mondo al di là dei mortali.
Dal gelido tormento dello Stretto Ghiaccio
Ove l'ombra ricopre le colline glaciali,
Dalle fiamme ed il fuoco di antri arroventati,
Egli fuggì via e ancor vagando
Su acque cupe e su laghi fatali
Giunse infine un giorno alla Notte del Nulla,
E vi s'inoltrò e non vide mai tracce
Di rive, di spiagge, di luci di rocce.
I venti incolleriti, furibondi lo travolsero,
E tra schiuma e schiuma fuggì ciecamente
Senza più sapere dove est ed ovest fossero
Cercando la via di casa disperatamente.
In quel momento Elwing gli apparve davanti,
E brillò una fiamma nell'oscurità;
Più fulgida e splendente di luce di diamanti
Era la favilla sulla sua fronte.
Donò a lui il Silmaril,
Incoronandolo di luce e di vitalità,
Così intrepido e forte e prode Eärendil
Riprese il comando della sua nave.
Nella buia notte di questo mondo oltre il mare
Si levò d'improvviso una tempesta violenta,
Un vento di potere e potenza a Termenel.
Trascinò veloce la sua barca la tormenta
Per sentieri che i mortali non percorrono mai.
Attraverso mari remoti e abbandonati,
Attraverso grigi flutti incantati
Da oriente ad occidente senza tornare mai.
Condotto da onde nere e ruggenti
Per leghe infinite, su abissi profondi,
Ove prima che iniziassero i giorni vi erano terre,
Nelle Notte del Nulla, nelle ombre frementi,
Udì su rive di perle
Ove frangono i flutti, ove muoiono i mondi,
Una musica eterna vibrare
Tra l'oro e le gemme trasportate dal mare.
Silente e pensosa la Montagna si ergeva,
E nel suo grembo Valinor il vespro teneva;
Eärendil scorse al di là del mar
Splendente, lontano, remoto, Eldamar.
Sfuggito era infine alla notte,
Giunto in un limpido porto,
Nella Casa di Elfi ove tutto è verde e conforto,
Ove l'aria è fragrante ed il cileo cristallin,
Ove ai piedi del Colle di Ilmarin
Splendide e fulgenti nelle vallate
Di Tirion le alte torri illuminate
Si riflettono sul Lago Ombroso.
Lì placò la stanchezza del viaggio,
Imparando melodie soavi,
Ascoltando come in miraggio,
I racconti e le storie degli avi.
Lo vestirono di elfico bianco,
Ed ei partì per contrade nascoste,
Sette luci sul suo cammino stanco,
Come se attraversasse il Calacirian.
Giunse nei luoghi ove il tempo non scorre,
Ove gli anni risplendono eterni,
Ed il Remoto Re governa perenne
Ad Ilmarin sulla Montagna solenne;
Gli svelarono segreti e misteri
Sul conto degli Elfi e degli Uomini veri.
Del mondo gli mostraron visioni
Proibite ai comuni mortali.
Poi un nuovo vascello costruirono per lui
In cristallo elfico intagliato;
Non aveva bisogno di remi,
E sull'albero d'argento sbalzato
Nessuna vela avevano issato:
Il Silmaril era allo stesso tempo
Lanterna brillante e bandiera al vento
Posta sulla nave dalla mano di Elbereth;
Ella diede ad Eärendil delle ali immortali,
E dei perenni incantesimi fatali,
Per poter giungere navigando nei cieli
Dalla Luna e dal Sole al di là dei veli.
Dalle alte colline di Sempresera
Ove l'acqua delle fontane scorre leggera,
Le ali lo portarono, pari a luce vagante,
Oltre l'imponente Muro di Montagne.
Ma un giorno dalla Fine del Mondo andò via,
Per la sua amata casa piena di nostalgia,
E si rimise in viaggio ondo ritrovarla
Sfavillante come un'isola di stelle;
Giunse così in alto oltre nubi e nebbie,
Una scintilla al cospetto del Sole,
Un prodigio di fronte all'alba nascente
Ove delle Terre Nordiche scorre il grigio torrente.
Sulla Terra di Mezzo passò volando
E udì i lamenti, la tristezza ed il pianto
Di molte elfiche voci femminili
Nei Tempi Remoti, negli anni lontani.
Ma egli sapeva di essere condannato
A vagare come un astro infocato
Finchè la Luna non fosse sbiadita,
Prima di poter posare le dita
Sulle Sponde di Qui ove vivono i mortali;
Mai il messaggero si potrà riposare
E nemmeno il suo compito abbandonare
Che è di cercar lungi il suo lume senza ingiuria,
Il Flammifer dell'Ovesturia.
Sam's Rhyme of the Troll
Poesia di Sam sul Vagabondo

Troll sat alone on his seat of stone,
And munched and mumbled a bare old bone;
For many a year he had gnawed it near,
For meat was hard to come by.
Done by! Gum by!
In a cave in the hills he dwelt alone,
And meat was hard to come by.

Up came Tom with his big boots on.
Said he to Troll:'Pray, what is yon?
For it looks like the shin o' my nuncle Tim.
As should be a-lyin' in graveyard.
Caveyard! Paveyard!
This many a year has Tim been gone,
And I thought he were lyin' in graveyard.'
'My lad,' said Troll,'this bone I stole.
But what be bones that lie in a hole?
Thy nuncle was dead as a lump o' lead,
Afore I found his shinbone.
Tinbone! Tinbone!
He can spare a share for a poor old troll,
For he don't need his shinbone.'
Said Tom:'I don't see why the likes o' thee
Without axin' leave should go makin' free
With the shank or the shin o' my father's kin;
So hand the old bone over!
Rover! Trover!
Though dead he be, it belongs to he;
So hand the old bone over!'
'For a couple o' pins,' says Troll, and grins,
'I'll eat thee too, and gnaw thy shins.
A bit o' fresh meat will go down sweet!
I'll try my teeth on thee now.
Hee now! See now!
I'm tired o' gnawing old bones and skins;
I'va a mind to dine on thee now.'
But just as he thought his dinner was caught,
He found his hands had hold of naught.
Before he could mind, Tom slipped behind
And gave him the boot to larn him.
Warn him! Darn him!
A bump o' the boot on the seat, Tom thought,
Would be the way to larn him.
But harder than stone is the flesh and bone
Of a troll that sits in the hills alone.
As well set your boot to the mountain's root,
For the seat of a troll don't feel it.
Peel it! Heal it!
Old Troll laughed, when he heard Tom groan,
And he knew his toes could feel it.
Tom's leg is game, since home he came,
And his bootless foot is lasting lame;
But Troll don't care, and he's still there
With the bone he boned from its owner.
Doner! Boner!
Troll's old seat is still the same,
And the bone he boned from its owner!
 



 
 
 
 

Seduto solo sul suo sedile in pietra il Vagabondo
Sgranocchiava e rosicchiava un vecchio osso liso e rotondo,
Da molti anni lo rosicava
Poichè carne non se ne trovava.
Bruca, rosica, morde!
In una grotta solitario abitava,
E di carne non se ne trovava.

Arriva Tom coi suoi stivali gialli,
Dice al Vagabondo: «Toh! Che fai lì!
Di mio padre Tim quello lo stinco pare tanto,
Che dovrebbe invece stare al camposanto.
Caverna, grotta e cimitero!
Da anni se n'è andato il nostro Tim compianto,
Ed io credevo proprio che fosse al camposanto».
«Amico», disse il Vagabondo, «quest'osso qui io l'ho rubato.
Ma ossa in un buco non han significato.
Tuo padre era ormai scheletro e stecchito
Quando del suo stinco mi sono impadronito!
Morto, defunto e seppellito!
Lui può dare lo stinco a un Vagabondo
Perchè non ha bisogno del suo osso rotondo».
Tom disse: «Non vedo perchè
Può far quel che gli pare un tipo come te,
Con lo stinco o la gamba del mio papà,
Perciò quell'osso dammi qua.
Pirata, ladro e farabutto!
Anche se morto gli appartiene ancor tutto,
Perciò dai qua quell'osso, o mi faccio brutto!».
«Ho una buona idea», disse il viandante sghignazzando,
«Ora mangio anche te, ed il tuo stinco masticando
Infine un po' di carne fresca potrò assaporare!
Anzi è meglio seduta stante incominciare!
Vedrai, morirai, pregherai!
Son stufo ossa vecchie di dover sgranocchiare,
Ho voglia la mia fame con te di saziare».
Ma credeva ormai di aver il pranzo pronto,
Che con un pugno di mosche rimase come un tonto,
In quattro e quattr'otto Tom gli fu dietro,
E gli diede un possente calcio nel retro.
Così impari, soffri e sconti!
Tom pensò che un calcio nel posteriore
Sarebbe stata la cosa migliore.
Ma dura come pietra è la carne di un Vagabondo,
Seduto su di un colle da anni ed anni, solo al mondo,
Dargli un calcio è come darlo a un monte imponente,
Perchè egli non lo sente minimamente.
Scalcia, scalpita, sbuffa!
Rise il Viandante sentendo di Tom il lamento,
Sapendo che per i suoi piedi il calcio era stato un tormento.
La gamba di Tom è mezza paralizzata,
Ed il suo piede ancor tutto azzoppato,
Ma il Viandante non ci fa caso, e solitario
Continua a rodere l'osso rubato al proprietario.
Pirata, ladro e farabutto!
Intanto ancor seduto sul suo sedile il Vagabondo,
Rosica e sgranocchia l'osso suo rotondo.
 
Song of Beren and Luthien
Canto di Beren e Luthien

The leaves were long, the grass was green,
The hemlock-umbels tall and fair,
And in the glade a light was seen
Of stars in shadow shimmering.
Tinuviel was dancing there
To music of a pipe unseen,
And light of stars was in her hair,
And in her raiment glimmering.

There Beren came from mountains cold,
And lost he wandered under leaves,
And where the Elven-river rolled
He walked alone and sorrowing.
He peered between the hemlock-leaves
And saw in wonder flowers of gold
Upon her mantle and her sleeves,
And her hair like shadow following.
Enchantment healed his weary feet
That over hills were doomed to roam;
And forth he hastened, strong and fleet,
And grasped at moonbeams glistening.
Through woven woods in Elvenhome
She lightly fled on dancing feet,
And left him lonely still to roam
In the silent forest listening.
He heard there oft the flying sound
Of feet as light as linden-leaves,
Or music welling underground,
In hidden hollows quavering.
Now withered lay the hemlock-sheaves,
And one by one with sighing sound
Whispering fell the beechen leaves
In the wintry woodland wavering.
He sought her ever, wandering far
Where leaves of years were thickly strewn,
By light of moan and ray of star
In frosty heavens shivering.
Her mantle glinted in the moon,
As on a hill-top high and far
She danced, and at her feet was strewn
A mist of silver quivering.
When winter passed, she came again,
And her song released the sudden spring,
Like rising lark, and falling rain,
And melting water bubbling.
He saw the elven-flowers spring
About her feet, and healed again
He longed by her to dance and sing
Upon the grass untroubling.
Again she fled, but swift he came.
Tinuviel! Tinuviel!
He called her by her elvish name;
And there she halted listening.
One moment stood she, and a spell
His voice laid on her: Beren came,
And doom fell on Tinuviel
That in his arms lay glistening.
As Beren looked into her eyes
Within the shadows of her hair,
The trembling starlight of the skies
He saw there mirrored shimmering.
Tinuviel the elven-fair,
Immortal maiden elven-wise,
About him cast her shadowy hair
And arms like silver glimmering.
Long was the way that fate them bore,
O'er stony mountains cold and grey,
Through halls of iron and darkling door,
And woods of nightshade morrowless.
The Sundering Seas between them lay,
And yet at last they met once more,
And long ago they passed away
In the forest singing sorrowless.
 



 
 
 
 

Lunghe eran le foglie e l'erba era fresca,
E le cicute ondeggiavano fiorite e belle.
Una luce brillava nella foresta,
Era tra le tenebre un luccicar di stelle.
Tinúviel ballava nella radura,
Di un flauto nascosto alla musica pura;
Una luce di stelle le inondava i capelli
E la splendida veste, oh Tinúviel!
Lì giunse Beren dal monte imponente
E tra le fronde e gli alberi vagabondò disperso,
E dove il fiume elfico scorre turbolento
Camminò solitario ed in pensieri immerso.
Guardando tra le verdi foglie delle foreste,
Vide con meraviglia dalie dorate
Ricoprir il manto e la lunga veste
E la capigliatura bionda come cascate.
Per incanto i piedi guariti e riposati,
Che condannati erano ad errare lontano,
Ripresero il cammino, senza paura né rimpianto,
E tra i raggi di luna ei giocava con la mano.
Tinúviel tra i boschi elfici
Fuggiva con piedi alati
Lasciandolo senza amici
Nelle foreste e sui prati.
Beren sentì un suono puro, sublime e celeste,
Come di passi e danze pari a petali leggeri;
E musica vibrava sotto le foreste,
Cullando il suo cuore triste ed i suoi pensieri.
Giunse l'inverno e cupi gli alberi e le piante,
Sospiravano tristi, per il tormento
Cadevan le foglie con la luna calante,
La campagna era fredda e gelido tirava il vento.
La cercò sempre, lei ch'era bella,
Tra i rami e le foglie e le fronde delle piante,
Al lume della luna, al raggio della stella,
Sotto un cielo pallido, ghiacciato e tremante.
La sua veste fulgeva al bagliore lunare
Mentre in lontananza sul colle danzava
Ed ai suoi piedi agili si vedeva brillare
Una nebbia d'argento ch'ella emanava.
Passato l'inverno ella tornò a ballare
E col suo canto giunse la primavera,
Come una felice allodola o una rondine leggera,
Ed un fiume che scorre dolce verso il mare;
E quando ai suoi piedi spunteranno i fiori,
Ei non desiderò altro che starle accanto,
Poterla accompagnare nel ballo e nel canto
Sull'erba fresca dai mille colori.
Inseguita, di nuovo ella fuggì via.
Tinúviel! Tinúviel!
Il suo nome elfico era poesia,
Ed ella si fermò un attimo ad ascoltare
Come incantata la voce di Beren
Che svelto la raggiunse e come per magia
La vide fra le sue braccia splendere e brillare
Fanciulla elfica ed immortale.
* Manca nella traduzione Ufficiale
Ma dal destino amaro furono separati,
E vagarono a lungo per monti e pendici
Tra cancelli di ferro e castelli spietati
E boschi cupi e tetri e luoghi abbandonati,
Mentre fra loro erano i Mari Nemici.
Ma un giorno luminoso si ritrovaron felici,
Ed assieme partiron, amati e infine uniti,
Attraverso boschi e campagne fiorite.
 
The Fall of Gil-Galad
La Caduta di Gil-Galad

Gil-Galad was an Elven-king.
Of him the harpers sadly sing:
the last whose realm was fair and free
between the Mountains and the Sea.

His sword was long, his lance was keen,
his shining helm afar was seen;
the countless stars of heaven's field
were mirrored in his silver shield.
But long ago he rode away,
and where he dwelleth none can say;
for into darkness fell his star
in Mordor where the shadows are.
 



 
 
 
 

Gil-galad sugli Elfi soleva regnare:
Tristi cantano ora i menestrelli
I giorni ancor liberi e belli
Del suo regno tra i Monti ed il Mare.

La sua lancia era aguzza, la sua spada tagliente,
E da lungi il suo elmo splendeva possente.
Migliaia di stelle che in cielo raggiavano
Nel suo elmo d'argento si rispecchiavano.
Ma mille anni fa egli cavalcò via,
E nessuno oggi sa dov'egli adesso sia;
E la sua stella cadde nelle tenbre profonde,
A Mordor dove la cupa ombra si diffonde.
 
The Riddle of Strider
L'enigma di Grampasso

All that is gold does not glitter,
Not all those who wander are lost;
The old that is strong does not wither,
Deep roots are not reached by the frost.
From the ashes a fire shall be woken,
A light from the shadows shall spring;
Renewed shall be blade that was broken,
The crownless again shall be king.


 
 
 
 

Non tutto quel ch'è oro brilla,
Né gli erranti sono perduti;
Il vecchio ch'è forte non s'aggrinza
E le radici profonde non gelano.
Dalle ceneri rinascerà un fuoco,
L'ombra sprigionerà una scintilla,
Nuova la lama ora rotta,
E re quei ch'è senza corona.
 
Song of the inn
La canzone della locanda

There is an inn, a merry old inn
beneath an old grey hill,
And there they brew a beer so brown
That the Man in the Moon himself came down
one night to drink his fill.

The ostler has a tipsy cat
that plays a five-stringed fiddle;
And up and down he runs his bow,
Now squeaking high, now purring low,
now sawing in the middle.
The landlord keeps a little dog
that is mighty fond of jokes;
When there's good cheer among the guests,
He cocks an ear at all the jests
and laughs until he chokes.
They also keep a hornéd cow
as proud as any queen;
But music turns her head like ale,
And makes her wave her tufted tail
and dance upon the green.
And O! the rows of silver dishes
and the store of silver spoons!
For Sunday there's a special pair,
And these they polish up with care
on Saturday afternoons.
The Man in the Moon was drinking deep,
and the cat began to wail;
A dish and a spoon on the table danced,
The cow in the garden madly pranced,
and the little dog chased his tail.
The Man in the Moon took another mug,
and rolled beneath his chair;
And there he dozed and dreamed of ale,
Till in the sky the stars were pale,
and dawn was in the air.
Then the ostler said to his tipsy cat:
"The white horses of the Moon,
They neigh and champ their silver bits;
But their master's been and drowned his wits,
and the Sun'll be rising soon!"
So the cat on his fiddle played hey-diddle-diddle,
a jig that would wake the dead:
He squeaked and sawed and quickened the tune,
While the landlord shook the Man in the Moon:
"It's after three!" he said.
They rolled the Man slowly up the hill
and bundled him into the Moon,
While his horses galloped up in rear,
And the cow came capering like a deer,
and a dish ran up with the spoon.
Now quicker the fiddle went deedle-dum-diddle;
the dog began to roar,
The cow and the horses stood on their heads;
The guests all bounded from their beds
and danced upon the floor.
With a ping and a pang the fiddle-strings broke!
the cow jumped over the Moon,
And the little dog laughed to see such fun,
And the Saturday dish went off at a run
with the silver Sunday spoon.
The round Moon rolled behind the hill,
as the Sun raised up her head.
She hardly believed her fiery eyes;
For though it was day, to her suprise
they all went back to bed.
 



 
 
 
 

C'è una locanda, un'allegra locanda,
Sotto un vecchio colle grigio,
Ove la birra è così scura,
Che anche l'Uomo della Luna
E' sceso un giorno a berne un sorso.

Lo stalliere ha un gatto brillo,
Che suona un violino a tre corde;
Su e giù scorre l'archetto,
Stridulo a volte, a volte cheto,
Ed a volte solo un trillo.
L'oste invece ha un cagnolino
A cui piacciono gli scherzi;
Se gli altri ridono, davanti al camino,
Rizza l'orecchio ad ogni battuta,
Sghignazzando come un mattaccino.
Tengono anche una signora mucca,
Più orgogliosa di una regina,
Ma la musica le fa girar la testa,
Ed agitar la coda in segno di protesta,
E ballare allegra sull'erba verdina.
Se solo vedeste i piatti d'argento,
Ed i cassetti pieni di posateria!
Per la Domenica un servizio speciale
Si lucida sempre in lavanderia,
Il Sabato quando il sole cala lento.
L'Uomo della Luna beveva in abbondanza,
Ed il gatto brillo si mise a miagolare,
Un piatto ed un cucchiaio iniziaron la danza,
E la mucca in giardino saltava con baldanza,
E il cagnolin la coda cercava d'afferrare.
L'Uomo della Luna bevve un altro sorso
E poi rotolò giù dalla sedia sul dorso;
Lì si addormentò, sognando la birra scura,
Finchè le stelle in cielo sbiadiron nell'aria pura,
E l'alba s'alzò rosa senz'ombra di paura.
Disse lo stalliere al suo gatto brillo:
"I cavalli bianchi della Luna
Nitriscono e mordono il morso,
Ma il loro padrone è disteso sul dorso,
E fra poco il Sole inizia il suo percorso".
Allora il gatto suonò sul suo violino
Una musica da far rizzare i morti lì vicino,
Squillava, grattava e strimpellava,
Mentre l'oste, scuotendo l'Uomo della Luna,
"Sveglia, son passate le tre!", gli gridava.
Trasportarono l'Uomo su per il colle,
E l'infilarono svelti nella Luna,
I cavall partirono a galoppo folle,
La mucca arrivò saltando come sulle molle,
Piatto e cucchiaio andarono in cerca di fortuna.
Sempre più svelto suonava il violino,
Incominciò a ruggire il cagnolino,
Mucca e cavalli camminavan sulla testa,
Gli ospiti saltarono dal letto per far festa,
E tutti danzarono al suono dell'orchestra.
Ma la corda del violino si ruppe ad un tratto,
E la mucca saltò al di là della Luna,
Il cagnolino rise; divertente era il fatto,
Ed il piatto del Sabato andò a cercar fortuna
Col cucchiaio d'argento di Domenica ventura.
La luna tonda rotolò dietro il colle,
Ed il Sole rizzò la bionda e fiera testa,
Ma subito si disse: "Sogno o son desta?".
Malgrado la sua luce illuminasse a festa,
Tutti tornarono a letto dopo la notte folle!
 
Help Bombadil!
Aiuto Bombadil

[sung by Frodo:]
Ho! Tom Bombadil, Tom Bombadillo!
By water, wood and hill, by the reed and willow,
By fire, sun and moon, harken now and hear us!
Come, Tom Bombadil, for our need is near us!
[sung by Tom Bombadil:]
Old Tom Bombadil is a merry fellow,
Bright blue his jacket is, and his boots are yellow.
None has ever caught him yet, for Tom, he is the master:
His songs are the stronger songs, and his feet are faster.
Wake now my merry lads! Wake and hear me calling!
Warm now be heart and limb! The cold stone is fallen;
Dark door is standing wide; dead hand is broken.
Night under Night has flown, and the Gate is open!
Hey! now! Come hoy now! Whither do you wander?
Up, down, near or far, here, there or yonder?
Sharp-ears, Wise-nose, Swish-tail and Bumpkin,
White-socks my little lad, and old Fatty Lumpkin!
 



 
 
 
 

[cantato da Frodo]
Oh! Tom Bombadil, Tom Bombadillo!
Nell'acqua, bosco e colle, tra salice e giunchiglio,
Con fuoco, sole e luna, ascolta il mio richiamo!
Vieni, Tom Bombadil, del tuo aiuto abbisognamo!
[cantato da Tom Bombadil]
Il vecchio Tom Bombadil è un tipo allegro,
Porta stivali gialli ed una giacca blu cielo.
Nessuno l'ha mai preso, perchè Tom è il Messere;
Più potenti i suoi canti, e più veloci i suoi piedi.
Svegliatevi, allegri ragazzi! Svegliatevi al mio richiamo!
Siano caldi il cuore e le membra! La gelida pietra è caduta!
L'oscura porta è spalancata; la mano morta è rotta.
La Notte è stata cacciata, ed il Cancello vi aspetta!
Ehi! Ehi! Venite qui! Dove girovagate?
Su, giù, qui, lì, vicino oppur lontano?
Orecchie-aguzze, Saggio-naso, Coda-fischio e Zotico,
Amico Calze-bianche, e vecchio Grassotto Bozzolo!
 
The spell of Barrow-downs
L'incantesimo di Tumulilande

Cold be hand and heart and bone,
and cold be sleep under stone:
never more to wake on stony bed,
never, till the Sun fails and the Moon is dead.
In the black wind the stars shall die,
and still on gold here let them lie,
till the dark lord lifts his hand
over dead sea and withered land


 
 
 
 

Fredda la mano ed il cuore e le ossa,
Freddo anche il sonno è nella fossa:
Mai vi sarà risveglio sul letto di pietra,
Mai prima che muoia il Sole e la Luna tetra.
Nel vento nero le stelle anch'esse moriranno,
Ed essi qui sull'oro ancora giaceranno,
Finchè l'oscuro signore non alzerà la mano Sulla terra avvizzita e sul mare inumano
Tom Bombadil's Songs
Il canto di Tom Bombadil

Hey dol! merry dol! ring a dong dillo!
Ring a dong! hop along! fal lal the willow!
Tom Bom, jolly Tom, Tom Bombadillo!

Hey! Come merry dol! derry dol! My darling!
Light goes the weather-wind and the feathered starling.
Down along under Hill, shining in the sunlight,
Waiting on the doorstep for the cold starlight,
There my pretty lady is, River-woman's daughter,
Slender as the willow-wand, clearer than water.
Old Tom Bombadil water-lilies bringing
Comes hopping home again. Can you hear him singing?
Hey! Come merry dol! derry dol! and merry-o,
Goldberry, Goldberry, merry yellow berry-o!
Poor old Willow-man, you tuck your roots away!
Tom's in a hurry now. Evening will follow day.
Tom's going home again water-lilies bringing.
Hey! Come merry dol! Can you hear him singing?

Hop along, my little friends, up the Withywindle!
Tom's going on ahead candles for to kindle.
Down west sinks the Sun: soon you will be groping.
When the night-shadows fall, then the door will open,
Out of the window-panes light will twinkle yellow.
Fear no alder black! Heed no hoary willow!
Fear neither root nor bough! Tom goes on before you.
Hey now! merry dol! We'll be waiting for you!

Hey! Come derry dol! Hop along, my hearties!
Hobbits! Ponies all! We are fond of parties.
Now let the fun begin! Let us sing together!
Now let the fun begin! Let us sing together
Of sun, stars, moon and mist, rain and cloudy weather,
Light on the budding leaf, dew on the feather,
Wind on the open hill, bells on the heather,
Reeds by the shady pool, lilies on the water:
Old Tom Bombadil and the River-daughter!

O slender as the willow-wand! O clearer than clear water!
O reed by the living pool! Fair River-daughter!
O spring-time and summer-time, and spring again after!
O wind on the waterfall, and the leaves' laughter!

Old Tom Bombadil is a merry fellow;
Bright blue his jacket is, and his boots are yellow.

I had an errand there: gathering water lilies,
green leaves and lilies white to please my pretty lady,
the last ere the year's end to keep them from the winter,
to flower by her pretty feet till the snows are melted.
Each year at summer's end I go to find them for her,
in a wide pool, deep and clear, far down Withywindle;
there they open first in spring and there they linger latest.
By that pool long ago I found the River-daughter,
fair young Goldberry sitting in the rushes.
Sweet was her singing then, and her heart was beating!
And that proved well for you - for now I shall no longer
go down deep again along the forest-water,
not while the year is old. Nor shall I be passing
Old Man Willow's house this side of spring-time,
not till the merry spring, when the River-daughter
dances down the withy-path to bathe in the water.
 



 
 
 
 

Ehi dol! Bel dol! Suona un dong dillo!
Suona un dong! Salta ancor! Salice bal dillo!
Tom Bom, bel Tom, Tom Bombadillo!

Ehi doll! Vieni bel doll! Cara dol! Mio tesoro!
Il vento soffia leggero e la stella spunta d'oro
Laggiù ai piedi della Collina che brilla alla luce solare,
Sulla soglia aspetta il debole chiarore stellare,
La mia graziosa dama, figlia della Regina del Fiume,
Esile più di un salice, più limpida dell'acqua, più brillante di un lume,
Il vecchio Tom Bombadil ha colto dei gigli d'acqua,
E saltellando torna, e mai nel giorno tacque.
Ehi! Vieni bel doll! Cara dol! Mio tesoro!
Boccador, Boccador, un'allegra bocca d'or!
Povero Vecchio Uomo Salice, hai nascosto le radici,
Ma Tom ha fretta adesso. La sera giungerà tosto.
Il vecchio Tom Bombadillo ha colto dei gigli d'acqua
E saltellando torna, e mai nel giorno tacque.

Veloci, piccoli miei che il Sinusalice risalite!
Tom va già avanti e le candele accende.
Ad ovest cala il sole e la notte vi attende.
Giunta l'oscurità, la nostra porta aprite,
Dai vetri e le finestre la luce s'intravede,
Non temete i neri ontani ed i salici canuti!
Non temete rami e radici, ché Tom vi precede.
Veloci, venite, vi aspetterem seduti.

Ehi! Vieni, bella dol! Giunti son gli amici!
Hobbit! Cavallini! Siam tutti ora felici!
Viva i divertimento! Cantiamo tutti assieme!

Viva il divertimento! Cantiamo tutti assieme
Di sole, stelle, luna, nebbia, pioggia e speme,
Luce sul bocciolo, rugiada sulle piume,
Rovi sullo stagno ombroso, gigli sull'acqua che freme.
Vecchio Tom Bombadill, e la Figlia del Fiume!

Esile più di un salice! Più limpida dell'acqua! Più brillante di un lume!
O giunco chinato sul lago! O dolce Figlia del Fiume!
Tu sei estate e primavera, e poi nuovamente estate!
Tu delle fronde le risa, e brezza sulle cascate!

Vecchio Tom Bombadil è un tipo allegro;
Ha gli stivali gialli e la giacca blu cielo.

Avevo un compito da svolgere: coglier tanti gigli,
Verdi foglie e gigli candidi per la mia dolce dama,
Per conservare gli ultimi, prima della fine dell'anno,
Al riparo dalla neve, a fiorire ai suoi piedi.
Ogn'anno sul finir dell'estate li vado a cercare per lei,
In un limpido stagno profondo, lontano dal Sinusalice;
Lì, in primavera, solo i primi a sbocciare, e lì i più lunghi a durare,
E lì, tanto tanto tempo addietro, trovai la Figlia del Fiume,
Dolce Boccador seduta in mezzo ai giunchi.

Ed è stato un bene per voi, perché ormai non tornerò più
Lì in fondo lungo le acque del fiume,
Ora che l'anno muore. E nemmeno passerò più
La casa del Vecchio Uomo Salice Grigio
Fino alla primavera, quando allegra la Figlia del Fiume
Va ballando nel sinuoso sentiero e si tuffa nell'acqua.
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Song in the Woods
Canto nella Foresta

O! Wanderers in the shadowed land
despair not! For though dark they stand,
all woods there be must end at last,
and see the open sun go past:
the setting sun, the rising sun,
the day's end, or the day begun.
For east or west all woods must fail...


 
 
 
 

O voi che errate nel paese oscuro,
Non disperate! Benchè d'aspetto cupo e duro,
Ogni bosco finisce
Ed il sole apparisce:
Il sole dell'alba, il sole del vespro,
Il giorno che nasce o che muore grandioso,
Poichè il bosco svanisce ad ovest o ad est....
 
Farewell Song of Merry and Pippin
Canto di Addio di Marry e Pipino

Farewell we call to hearth and hall!
Though wind may blow and rain may fall,
We must away ere break of day
Far over wood and mountain tall.

To Rivendell, where Elves yet dwell
In glades beneath the misty fell,
Through moor and waste we ride in haste,
And wither then we cannot tell.
With foes ahead, behind us dread,
Beneath the sky shall be our bed,
Until at last our toil be passed,
Our journey done, our errand sped.
We must away! We must away!
We ride before the break of day!


 
 
 
 

Addio a voi, mio atrio e mio braciere,
Il vento può soffiare e la pioggia cadere
Ma prima della rugiada, che l'alba fresca bagna,
Noi marcerem pei boschi e sull'alta montagna.

A Gran Burrone, ove sono gli Elfi intenti all'opre,
In radure che un fine velo di nebbia ricopre,
Arriverem attraverso lande deserte e brughiere,
E da lì poi dove andrem, nessuno può sapere.
Davanti a noi i nemici e dietro lo spavento,
Il nostro letto sarà sotto il cielo e nel vento,
Fino al giorno in cui con la stanchezza in volto,
Il viaggio sarà finito, ed il compito svolto.
Dobbiamo andare Dobbiamo andare!
Prima che l'alba incominci a spuntare!
The Bath Song
Canzone del bagno

Sing hey! for the bath at close of day
that washes the weary mud away!
A loon is he that will not sing:
O! Water Hot is a noble thing!

O! Sweet is the sound of falling rain,
and the brook that leaps from hill to plain;
but better than rain or rippling streams
is Water Hot that smokes and steams.
O! Water cold we may pour at need
down a thirsty throat and be glad indeed;
but better is Beer, if drink we lack
and Water Hot poured down the back.
O! Water is fair that leaps on high
in a fountain white beneath the sky;
but never did fountain sound so sweet
as splashing Hot Water with my feet!


 
 
 
 

Canta! Perchè il bagno sul finir del giorno
Sai che laverà via il fango più immondo!
Pazzo è colui che si rifiuta di cantare;
Dell'Acqua Calda non vi è piacer più salutare!
Dolce è della pioggia che cade intorno il suono,
E del ruscel che scorre dal colle al pianoro;
Ma meglio della pioggia e dell'impetuoso torrente,
E' l'Acqua Calda di un fango fumante e bollente.
D'acqua fredda il bisogno noi risentiamo a volte
Per cavare la sete e procurar sollievo;
Ma in questi casi è meglio di Birra una botte
E giù per la tua schiena Acqua Calda a dirotto.
Bello è veder l'acqua zampillare
E da una fonte limpida al sole scintillare,
Ma suono di fontana non sarà mai sì piacevole
Come dello sguazzar nell'Acqua Calda il rumor allettevole!
 
 
A Drinking Song
Un Canto conviviale

Ho! Ho! Ho! to the bottle I go
To heal my heart and drown my woe.
Rain may fall and wind may blow,
And many miles be still to go,
But under a tall tree I will lie,
And let the clouds go sailing by.
 
 
 

Oh! Oh! Oh! Ho bisogno del nettare dal bel colore
Per guarire il mio cuore e ed annegare il mio dolore.
La pioggia può cadere ed il vento soffiare,
E' lunghissima la strada che mi resta da fare,
Ma sotto un grande albero io mi riposerò
E le nuvole veloci passare guarderò.
 
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Elven hymn to Elbereth Gilthoniel (1)
Inno elfico a Elbereth Gilthoniel

Snow-white! Snow-white! O Lady clear!
O Queen beyond the Western Seas!
O Light to us that wander here
Amid the world of woven trees!
Gilthoniel! O Elbereth!
Clear are thy eyes and bright thy breath!
Snow-white! Snow-white! we sing to thee
In a far land beyond the Sea
O stars that in the Sunless Year
With shining hand by her were sown,
In windy fields now bright and clear
We see your silver blossom blown!
O Elbereth! Gilthoniel!
We still remember, we who dwell
In this far land beneath the trees.
Thy starlight on the Western Seas.
 



 
 
 
 

Candida-neve! Candida-neve! Limpida dama!
Regina al di là dei Mari Occidentali!
Luce per noi che qui girovaghiamo
Ove gli alberi tessono un'oscura trama!
Gilthoniel! O Elbereth!
Limpidi i tuoi occhi e terso il tuo respiro!
Candida-neve! Candaida-neve! Noi te decantiamo
In un ermo paese dal Mar molto lontano.
O stelle che durante l'Anno Cupo
Le sue brillanti mani hanno tessuto,
In campi ove l'aria è limpida e lucente
Vi vediamo fiorire pari a boccioli d'argento!
O Elbereth! Gilthoniel!
Ricordiamo ancora noi che viviamo
In un luogo boscoso da te tanto lontano,
Il tuo chiaror stellare sui Mari Occidentali
Elven hymn to Elbereth Gilthoniel
Inno elfico a Elberth Gilthoniel (2)

A Elbereth Gilthoniel,
silvren penna miriel
o menel aglar elenath!
Na-chaered palan-diriel
o galadhremmin ennorath,
Fanuilos, le linnathon
nef aear, si nef aearon!


 
 
 
 

A Elbereth Gilthoniel,
silvren penna miriel
o menel aglar elenath!
Na-chaered palan-diriel
o galadhremmin ennorath,
Fanuilos, le linnathon
nef aear, si nef aearon!
 
 
Elven hymn to Elbereth Gilthoniel (3)
 
Inno elfico a Elbereth Gilthoniel (3)

A! Elbereth Gilthoniel!
silivren penna miriel
o menel aglar elenath,
Gilthoniel, A! Elbereth!
We still remember, we who dwell
In this far land beneath the trees
The starlight on the Western Seas.

 
 
 
 

A! Elbereth Gilthoniel!
silivren penna miriel
o menel aglar elenath,
Gilthoniel, A! Elbereth!
Rocordiamo ancora noi che viviamo
In queste terre fra alberi lontani
Il chiaro di stelle sui Mari Occidentali
 
The explorer's Song
 
Il Canto dell'Esploratore

Upon the hearth the fire is red,
Beneath the roof there is a bed;
But not yet weary are our feet,
Still round the corner we may meet
A sudden tree or standing stone
That none have seen but we alone.
Tree and flower, leaf and grass,
Let them pass! Let them pass!
Hill and water under sky,
Pass them by! Pass them by!

Still round the corner there may wait
A new road or a secret gate,
And though we pass them by today,
Tomorrow we may come this way
And take the hidden paths that run
Towards the Moon or to the Sun.
Apple, thorn, and nut and sloe,
Let them go! Let them go!
Sand and stone and pool and dell,
Fare you well! Fare you well!
Home is behind, the world ahead,
And there are many paths to tread
Through shadows to the edge of night,
Until the stars are all alight.
Then world behind and home ahead,
We'll wander back to home and bed.
Mist and twilight, cloud and shade,
Away shall fade! Away shall fade!
Fire and lamp and meat and bread,
And then to bed! And then to bed!


 
 
 
 

Rosso è il fuoco nel camino,
Sotto al tetto un letto aspetta;
Ma non son stanchi i nostri piedi,
Voltato l'angolo incontrar potremmo
D'improvviso un albero o un grosso sasso,
Che nessuno oltre noi ha visto.
Alberi e fiori, foglie e fuscelli,
Fateli passare! Fateli passare!
Sotto al nostro cielo colli e ruscelli
Passeranno oltre! Passeranno oltre!

Voltato l'angolo forse ci aspetta
Un ignoto portale o una strada stretta;
Se purtroppo oggi tirar oltre dobbiamo,
Può darsi che domani questa strada facciamo,
Prendendo sentieri nascosti
Che portano alla Luna o al Sole.
Mela, spina, noce, prugna,
Fateli passare! Fateli passare!
Sabbia, pietra, stagno, dirupo,
In bocca al lupo! In bocca al lupo!
Dietro è la casa, davanti a noi il mondo,
E mille son le vie che attendon, sullo sfondo
Di ombre, vespri e notti, il brillar delle stelle.
Davanti allor la casa, e dietro a noi il mondo,
Tornar potremo a casa con passo infin giocondo.
Ombre e crepuscolo, nuvole e foschia
Sbiadiranno via! Sbiadiranno via!
Fuoco e luce, da bere e da mangiare,
Così tutti a letto poi potremo andare!
 
The Lord of The Rings
Il Signore degli Anelli

Three Rings for the Elven-kings under the sky
Seven for the Dwarf-lords in their halls of stone,
Nine for the Mortal Men doomed to die,
One for the Dark Lord on his dark throne
In the Land of Mordor where the Shadows lie.
One Ring to rule them all, One Ring to find them,
One Ring to bring them all, and in the darkness find them,
In the Lord of Mordor wher the Shadows lie


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Tre Anelli ai re degli Elfi sotto il cielo che risplende,
Sette ai Principi dei Nani nelle loro rocche di pietra
Nove agli Uomini Mortali che la triste morte attende,
Uno per l'Oscuro Sire chiuso nella reggia tetra
Nella Terra di Mordor, dove l'Ombra nera scende.
Un Anello per domarli, Un anello per trovarli,
Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli,
Nella Terra di Mordor, dove l'Ombra cupa scende

cfr. Il signore degli anelli, Tolkien