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i manufatti e le pietre

 

 


 

GEMME

i silmarilli

Le tre gemme opera di Fëanor prima della distruzione dei Due Alberi di Valinor, ricolme della luce di questi. Melkor, nei Giorni Antichi, prima della prima Era, rubò i tre Silmaril e uccise il padre di Fëanor, Finwë. Fëanor accecato dal dolore decise di abbandonare la Terra Sacra e di compiere la sua vendetta su Morgoth. Portò con se il popolo dei Noldor e attraversò il Grande Mare approdando nella Terra di Mezzo, dove Melkor e Ungoliant si erano rifugiati. Mandos il Vala maledisse tutto il popolo dei Noldor per quello che Fëanor aveva fatto, li condannò a tenere fede alla promessa fatta dal figlio di Finwë, anche a costo della morte. Melkor aspettando l'arrivo dei Noldor costruì il suo Impero nel Nord del Beleriand, si rifugiò nelle Montagne di Ferro dove alcune Ere prima era stato già sconfitto dai Valar, in quell'occasione la sua fortezza Utumno fu distrutta e i Valar lo imprigionarono per tre Ere ma egli riuscì a fuggire e, prima distrusse i Due Alberi insieme a Ungoliant, e poi rubò i Tre Silmarils causando l'ira di Fëanor. Il ratto dei Silmarils avvenne subito dopo la distruzione dei Due Alberi di Valinor ad opera di Melkor e Ungoliant, la cosa non era premeditata da Melkor, ma durante la fuga verso nord raggiunse Formenos, residenza dei Noldor. Melkor distrusse la roccaforte e, dopo aver ucciso il Signore supremo dei Noldor, Finwë, si impadronì di tutti i gioielli di famiglia, Silmarils compresi. Fëanor, accecato dall'odio per la perdita del padre ad opera di Melkor, fece un giuramento per recuperare i Silmarils, e molti dei Noldor lo seguirono in esilio all'inseguimento dei gioielli. Così ha inizio la guerra senza speranza contro le forze di Morgoth, della quale il Quenta Silmarillion narra la storia.
Durante la Prima Età un Silmaril fu recuperato dalle Corna di Ferro di Morgoth da Beren, lo stesso silmaril che aveva Eärendil quando veleggiò nell'Ovest per cercare l'aiuto del Valar. Grazie alle virtù del Silmaril, Eärendil raggiunse Aman e i Valar scesero in guerra contro Morgoth sconfiggendolo e recuperando gli altri due Silmaril.
Maedhros e Maglor, i soli due dei sette figli di Fëanor sopravvissuti fino a quel momento, rubarono i gioielli dal campo dei Valar.
Ma, il rimorso per l'atto che avevano compiuto, li fece impazzire, Maedhros si gettò in un baratro ardente con uno dei Silmarils, e Maglor gettò l'altro nelle profondità del mare. Così solo un Silmaril rimane visibile nel Mondo, è tenuto da Eärendil nei suoi viaggi nella volta celeste con Vingilot.
 
 

ELESSAR

La "Gemma elfica", creata da Enerdhil di Gondolin, massimo artefice fra gli Eldar dopo la morte di Feanor. Si trattava di una pietra verde, in cui Enerdhil imprigionò la luce del sole, e attraverso di essa si potevano vedere paesaggi rigogliosi, anche se in verità non lo erano. Inoltre si diceva che con la pietra si potevano guarire le persone. Questa pietra fu donata a Idril, figlia di Turgon, re di Gondolin, e moglie di Tuor della casa di Haleth. Quando decise di imbarcarsi dai porti di Cirdan alle foci del Sirion, Idril donò l'Elessar a Earendil, suo figlio, che si dice la riportò nelle Terre Immortali alla fine della Prima Era. Ora la leggenda si biforca: la prima versione vuole che la pietra fosse ritornata da Aman con Olòrin, che la donò a Galadriel, dalla quale arrivò poi nelle mani di Aragorn; l'altra versione vuole che Celebrimor, fabbro dell'Eregion dei Tre Anelli, nonchè parente di Feanor, abbia riforgiato l'Elessar per amore di Galadriel, a cui l'ha poi donata.

mithril metallo noto come “argento di Moria”, rinvenuto anche in Númenor

ANELLI

GLI ANELLI DI POTERE

Creati da Sauron nella Terza Era, mentre 3 furono forgiati dagli Elfi. In seguito Sauron ne donò 7 ai Re dei Nani e 9 agli Uomini. Essi credevano che così sarebbero diventati più potenti, ma nel frattempo Sauron ne forgiò un altro nel Monte Fato, questo però aveva una particolarità, poteva dominare tutti gli altri e rendere schiavi i loro possessori. Difatti i 9 Re degli Uomini divennero suoi schiavi, i Nazgul, mentre dei Sette donati ai Nani alcuni tornarono in suo potere, altri si persero per sempre. Invece i Tre Anelli degli Elfi non furono mai trovati, ma dopo la distruzione dell'Unico Anello persero i loro poteri benefici. Erano in possesso dei tre più potenti Elfi dell'epoca, Galadriel che possedeva l'Anello d'Acqua Nenya, Ereinion, o Gil-galad che possedeva l'Anello d'Aria Vilya e Cirdan che possedeva l'Anello di Fuoco Narya. Tuttavia Gil-galad, prima di partire con L'Ultima Alleanza, diede il suo a Cirdan che in seguito lo diede ad Elrond, e  Cirdan diede anche il suo a Gandalf al suo arrivo nella Terra di Mezzo. L'Unico Anello, invece, dopo essere stato staccato dal dito di Sauron da Isildur figlio di Elendil, si perse nell'Anduin dopo l'assassinio del suo padrone che non lo volle gettare nel Monte Fato quando ne ebbe l'occasione. Allora fu ritrovato da Smeagol, un Hobbit delle Terre Selvagge e con questo si nascose nelle Montagne Nebbiose dove restò per molti anni finchè non fu rubato da un altro hobbit, Bilbo, in seguito iniziò la Guerra dell'Anello che portò alla distruzione di quest'ultimo e di Sauron. L'Unico Anello ha il potere di corrodere l'anima di chi lo possiede, facendolo diventare una larva al suo totale servizio, inoltre può cambiare dimensioni e diventare più o meno pesante a seconda della volontà di Sauron, da cui cerca sempre di tornare, inoltre rende invisibile il suo possessore una volta che viene indossato e il dono dell'eterna giovinezza, che però coincide con l'impossibilità di crescere spiritualmente.

L'Unico Anello
Anello di Dominio; forgiato in segreto da Sauron nella Montagna di Fuoco della Terra d'Ombra, per dominare tutti gli altri Anelli di Potere, il cui potere era legato e destinato a durare quanto a questo.
Sauron gli cedette buona parte della sua forza e dotò l'anello di poteri particolari: chi lo possedeva era al corrente di ciò che si faceva con gli altri Anelli di Potere e, poteva governare i pensieri di coloro che li portavano, ma se non era abbastanza forte, veniva soggiogato dall'Anello.
Al contrario degli altri grandi anelli non aveva pietre, ma al suo interno recava la famosa incisione realizzata servendosi delle lettere dell'alfabeto elfico scritte alla maniera arcaica ma nella lingua di Mordor

Ash nazg durbatulûk, ash nazg gimbatul,
ash nazg thrakatulûk agh burzum-ishi krimpatul


Ad occhi normali l'anello appariva liscio e disadorno come gli anelli minori, l'incisione si poteva vedere solo ponendo al calore l'anello,  anche gettandolo nel fuoco l'anello rimanesse freddo.
Venne distrutto alla fine della Terza Era da Gollum che, sottrattolo a Frodo cadde con l'anello nell'Orodruin.
 

I Tre Anelli dei Re degli Elfi
Sono i più potenti degli Anelli di Potere fabbricati dagli Elfi. Questi tre in particolare erano stati fatti da Celebrimbor, che li fece di nascosto per non farli contaminare dal potere di Sauron. Nonostante ciò anche il loro potere era legato a quello dell'Unico Anello. I magici anelli costruiti dalla Gwaith-i-Mírdain, gli orafi di Ost-in-Edhil. I maggiori sono quelli costruiti da Celebrimbor, i Tre Anelli anelli degli Elfi detti anche semplicemente "I Tre".
Narya l'Anello di Fuoco; Nenya l'Anello di Diamante e Vilya, l'Anello di Zaffiro, l'anello rosso portato da Cìrdan e poi da Mithrandir
Vilya: l'Anello d'Aria, portato da Gil-galad e in seguito da Elrond; detto anche l'anello di Zaffiro
Nenya: l'anello d'acqua o di diamante: portato da Galadriel.
 


ARMI


Narsil:
La spada di Elendil, fatta da Telchar di Nogrod, che andò in pezzi quando Elendil morì combattendo contro Sauron; con i frammenti, fu riforgiata per Aragorn e chiamata Andúril.
 

Pungiglione o pungolo. Coltello Elfico trovato da Bilbo in un covo di Uomini Neri. Per gli elfi era un coltello, ma per un Hobbit andava bene come spada. Dopo il suo viaggio la donò insieme alla sua cotta di Mithril a Frodo.

Pugnale Morgul. Glorfindel Chiamò così il pugnale dei Cavalieri Neri che venne usato per colpire Frodo.
Il termine Sindarin Morgul vuol dire Stregoneria (Letteralmente Conoscenza dell' Ombra). Quando qualcuno viene colpito da questo pugnale le scaglie di questo rimangono nella ferita. Man mano che il frammento penetra verso il cuore, la persona colpita sbiadisce e rimane succube dei Cavalieri Neri.
L'elsa del pugnale presenta scritte infauste.

GURTHANG.  Significa "Ferro di Morte", era una potentissima spada forgiata dall'Elfo Scuro Eol. In principio era chiamata Anglachel e finì nelle mani di Beleg Culthalion, Elfo del Doriath. In seguito venne presa da Turin che con essa uccise per sbaglio il suo amico Beleg e venne riforgiata per lui presso Nargothrond. Da allora Turin fu chiamato Mormegil, "Spada Nera", per il colore della spada. Tuttavia questa aveva una tremenda fame di sangue, poichè era stata creata da Eol, che aveva un animo malvagio. Infatti dopo che Turin scoprì l'inganno di Glaurung chiese alla spada di trafiggerlo e questa accetto. Da allora non se ne seppe più niente, probabilmente fu tumulata insieme a Turin.

 


PIETRE


Palantíri
« Coloro che sorvegliano da lontano », le Pietre Vedenti costruite da Fëanor in Aman, che i Valar donarono ai Dunedain, attraverso le quali era possibile vedere eventi e comunicare con un altra pietra anche a grande distanza. Il potere di queste pietre può essere molto pericoloso, lo dimostra il fatto che lo stesso Saruman, forse il più potente degli Istari, rimane irretito da Sauron proprio grazie ad uno di questi manufatti. Successivamente Aragorn si impossessa del palantir per sfidare Sauron. Tutte le altre pietre sono andate perdute e non vi sono più notizie sull'eventuale ritrovamento. Stando ai racconti una delle Sette Pietre era detta Pietra Padrona, in grado cioè di comunicare con tutte le altre e con poteri maggiori, essa era custodita nella Torre di Avallónë, città e porto degli Eldar sull'isola di Tol-Eressëa. Forse era proprio questa la pietra detenuta da Saruman.
Quando fuggirono da Númenor, Elendil e suo figlio ne portarono sette, le "Sette Pietre Vedenti" nella Terra-di-Mezzo, e si dice che Elendil soleva guardare in un Palantír, verso la Pietra Padrona ad Eressëa per placare la nostalgia per Númenor.
Tre di questi, quelli conservati Annúminas, Amon Sûl ed Osgiliath, furono distrutti. Quelli conservati ad Orthanc ed a Minas Tirith sopravvissero fino alla Quarta era. Il Palantír che usava Sauron era quello conservato originariamente a Minas Ithil, di esso si son perse le notizie dopo la caduta della torre di Sauron, ma siccome erano fatti di una sostanza molto resistente è probabile che sia rimasto intatto.
Un tempo vi era una torre che custodiva uno dei Palantíri; dopo l'assalto delle forze di Angmar, e la distruzione della torre (1409),il Palantír fu posto in salvo a Fornost. Variavano nelle dimensioni, le più grandi erano quelle di Amon Sùl e Annumnas al nord e quella di Osgiliath, capitale di Gondor, al sud. L'ultima delle tre si perse nelle acque dell'Anduin durante la Lotta delle Stirpi nel 1437.
Il Palantír di Amon Sûl, detto anche Palantír del Nord era particolare, si diceva fosse svincolato dagli altri, e che attraverso esso fosse possibile guardare al di la' del mare.Vennero molto usati nel reame di Gondor durante la Seconda Era, ed erano posizionati nelle varie fortezze, ma in seguito alcuni vennero persi, mentre altri vennero presi da Sauron quando conquistò le fortezze degli Uomini. Grazie a questi Sauron corruppe Saruman mostrandogli la potenza dell'esercito di Mordor, e tentò la stessa cosa con il sovrano di Minas Tirith, Denethor.  L'ultima palantir si trovava sugli Emyn Beraid nella torre di Elostirion, sul grande Mare; aveva poteri particolari, si dice che potesse arrivare con lo sguardo fino alle Terre Immortali. 

Pietra Padrona
Uno dei Palantír, custodito nella Torre di Avallónë.


Pietra di Isildur
Pietra nera, un resto di Númenor che Isildur portò nella Terra-di-Mezzo e la depose in cima al Colle di Erech.
Su di essa il Re delle Montagne giurò alleanza contro Sauron, ma non mantenne il giuramento e cadde sotto la maledizione di Isildur.
 

Archengemma Grande pietra preziosa della Montagna Solitaria


MANUFATTI VARI

Angainor. La catena forgiata da Aulë con la quale Melkor fu legato due volte.
 

NAUGLAMIR.  Era una splendida collana forgiata dai Nani per Finrod Felagund, re di Nargothrond. Dopo la distruzione di quel reame ad opera del drago Glaurung, poi ucciso da Turin, fu recuperata da Hurin, padre di questo, che la portò a Thingol per ringraziarlo dell'aver allevato suo figlio. In seguito Thingol pensò di far incastonare il Silmaril datogli da Beren nella collana e perciò chiese aiuto ai Nani, i quali però volevano rubare il Silmaril, così uccisero Thingol ma non riuscirono a portar via la collana con il gioiello. Allora Melian se ne andò dal Doriath togliendo il suo incantesimo e causando la fine del reame. Infine la collana pervenne alla nipote di Thingol, Elwing, che la diede poi al suo sposo Earendil.

Palarran “Lungivagante”, grande nave costruita da Tar-Aldarion

Freccia Rossa  “Freccia di Guerra” inviata da Gondor a Rohan quale richiesta di aiuto per Minas Tirith

Grond Grande mazza di Morgoth, detta anche Il Martello degli Inferi, da questi usata nel duello con Fingolfin davanti ad Angband. Fu chiamato Grond anche l’ariete utilizzato per abbattere il cancello di Minas Tirith durante la Guerra dell’Anello.

cfr tolkien

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